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Una marea umana. La manifestazione di Roma a Piazza San Giovanni di oggi (ieri, 14 dicembre, ndr) raccoglie  il lungo percorso fatto dal movimento dalla sua nascita attraverso le varie piazze, reali e virtuali, di tutta Italia. C’è gente di ogni età, di ogni parte d’Italia e non solo. Le sardine hanno risposto alla chiamata e in grande stile. A farla da padrona è sicuramente la fantasia: l’universo ittico è declinato in ogni modo e maniera, dai cerchietti agli adesivi passando per spille e copricapi. Sui cartelli l’ironia non manca ma anche le rivendicazioni sociali. C’è posto per l’immigrazione e per il diritto al lavoro nella piazza delle sardine, quella che tanti hanno immaginato come una piazza esclusivamente contro Salvini e il salvinismo è in realtà una fucina di proposte e richieste.

Le bandiere politiche non sono ammesse, l’unica “fede politica” della piazza è l’antifascismo e l’antisovranismo. La timida comparsa di una bandiera rossa con falce e martello causa qualche malumore subito coperto dalle note, continue e da ogni angolo di San Giovanni, di Bella Ciao. Per la colonna sonora del movimento e della giornata deve competere soltanto con Come è profondo il mare di Lucio Dalla.

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«Devo ringraziarvi, perché al di là di come andrà mi avete fatto cantare di nuovo Bella ciao e non mi succedeva da anni», rivela emozionato un sessantenne a un gruppo di ventenni che stanno intonando le ultime note del canto partigiano a pochi passi da lui.

Già, come andrà. Su quello che sarà il futuro del movimento pochi hanno le idee davvero chiare. All’indomani della grande piazza mentre sui social, nei tg e negli occhi di chi c’era rimbalzano le immagini di una folla oceanica, la domanda sulle prossime mosse di Mattia Santori, leader del movimento, torna impellente. C’è spazio nella politica paludata e dei “pesci lessi” – come i manifestanti li hanno definiti – per le sardine o resteranno a nuotare fuori dal grande mare della politica partitica?

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Le urne. Ecco, la grande incognita. «Ma quando si vota e vince Salvini tutta questa gente dove sta?», si domandano più voci nel corso della giornata. Sono i delusi del governo Salvini e del movimento cinque stelle quelli in piazza? Anche. Il mare delle sardine è composito. Dagli studenti, agli operai della FIOM ma anche il movimento LGBTQI, associazioni, migranti (le sardine nere) e staffette partigiane pronte al racconto della propria Resistenza per dare il proprio contributo a una nuova. Qua e là anche qualche volto noto: Nichi Vendola, Imma Battaglia e Eva Grimaldi, Erri De Luca, Marco Damilano e il vicesindaco capitolino, Luca Bergamo.

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Intanto dal palco improvvisato – difficile da localizzare, raggiungere e ascoltare per chi entrava in piazza – si susseguono gli interventi. Accanto a Santori anche Carla Nespolo, presidente dell’ANPI e Pietro Bartolo, eurodeputato del Pd ed ex medico dei migranti a Lampedusa. A riscrivere la hit di Giorgia Meloni (sono Giorgia, sono una donna, sono cristiana..) ci pensano Luce Visco, presidente Arcigay Molise, che la declina in salsa trans e Nibran, figlia di palestinesi orgogliosa del suo velo. L’obiettivo delle 100 mila sardine in piazza è più che superato, nonostante la solita guerra dei numeri tra questura, organizzatori e detrattori. Pesce piccolo mangia pesce grosso? Staremo a vedere.

Testo e foto di Valentina Ersilia Matrascia

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