Domani, 12 novembre (ore 19), l’ANPI sezione Lussemburgo presenta, via webex, il libro “I soldati del popolo. Arditi, partigiani e ribelli: dalle occupazioni del biennio 1919-20 alle gesta della Volante Rossa, storia eretica delle rivoluzioni mancate in Italia” (RedStar Press, 2025) in presenza dell’autrice Claudia Piermarini, storica, insegnante e divulgatrice. Modera Pietro Benedetti. Le nostre domande

Quando, alla fine della prima guerra mondiale, i contadini scesero in piazza per protestare contro la mancata distribuzione delle terre e, in città, gli operai occuparono in armi le fabbriche e gli altri luoghi di lavoro, l’intero ordinamento politico italiano venne sconvolto dalla domanda di un nuovo ordine sociale, presto raccolta dall’organizzazione paramilitare degli Arditi del Popolo: l’unico, e spesso insuperabile baluardo contro l’avanzata reazionaria del fascismo.

Prefazione di Pasquale Iuso

Nel tuo libro affronti il tema della memoria collettiva legata alla Resistenza attraverso una prospettiva inedita: cosa ti ha spinto a raccontare questa storia oggi, e come pensi possa parlare ai lettori contemporanei?

Nella storia degli Arditi del Popolo e della Resistenza più in generale, è possibile tracciare quel filo che racconta il sacrificio delle classi oppresse che sognavano un ribaltamento rivoluzionario dell’ordine sociale e politico.  Quanto ho voluto emergesse, con il mio modesto contributo alla ricostruzione di queste lotte, è che le ragioni che contribuirono all’ascesa del Fascismo vanno indagate anche e soprattutto nella reazione delle classi padronali alle tensioni rivoluzionarie che avevano animato il Biennio Rosso.

Al contrario di quanto viene   raccontato per riabilitarlo, il fascismo si impose con la forza, con i brogli e le violenze, ma furono moltissimi gli uomini e le donne che combatterono prima di esso, durante la dittatura e dopo, durante la Repubblica. Parlarne oggi non solo ci fornisce delle lenti interpretative del presente, ma ci aiuta a ragionare  criticamente su come viene raccontato e su come è stato progressivamente riabilitato il fascismo in questo paese (l’Italia, ndr), a distanza di tanti anni.

Il mito degli “italiani brava gente”, la progressiva deresponsabilizzazione del fascismo, la mancata elaborazione collettiva del ruolo che l’Italia ha avuto durante la Seconda Guerra Mondiale, ci espongono chiaramente a nuovi rischi interpretativi e soprattutto ai nuovi fascismi del nostro tempo, ed è per questa ragione che è un dovere morale soffermarsi invece su quelli che sono gli insegnamenti della Resistenza Antifascista.

Qual è stato il ruolo delle arditi del popolo e come vengono ricordati nella memoria nazionale?

La storia degli Arditi del Popolo è una di quelle storie pressoché dimenticate nei libri di storia, nei programmi scolastici e altrettanto nella memoria nazionale, eppure la loro storia è estremamente paradigmatica.

Nella spaccatura in seno agli Arditi della Grande Guerra, che portò alla nascita degli Arditi del Popolo, è possibile notare come ebbero un ruolo fondamentale nel difendere e supportare le classi proletarie nell’ arginare l’avanzata delle camicie nere.   La loro tensione rivoluzionaria, tuttavia, mal si conciliava con le deboli istanze e posizioni dei partiti d’opposizione, che rimasero miopi nell’analizzare la realtà e la pericolosità del fascismo.

Eccetto qualche debole momento commemorazione e qualche sporadica targa in ricordo di questi combattenti, la loro storia non è consolidata affatto nella memoria collettiva. Parlarne, quindi, in momenti di riflessione storica è fondamentale se vogliamo recuperare il tempo perso e rendere onore non soltanto alla verità storica, ma anche alla memoria di chi si è sacrificato per la libertà e la giustizia sociale.

Paola Cairo

(Richiedere il link webex, scrivendo a : lussemburgo@anpi.it)

Chi è Claudia Piermarini

Nata il 6 agosto 1987 a Teramo, dove vive e lavora come insegnante, ed è una ricercatrice storica specializzata nello studio del Fascismo e della Resistenza. Laureata con lode in Storia e Ricerca storica della memoria presso l’Università di Macerata, ha collaborato con l’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” per il progetto Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia e con l’Università di Bologna per il progetto europeo ECOSMeG, dedicato ai luoghi della memoria. È autrice di saggi e articoli, tra cui _I soldati del popolo_ (Prima edizione: Red Star Press, 2013) e _Storie di vita dai campi di concentramento abruzzesi_ (IASRIC, 2017). Ha curato mostre e pubblicazioni sulla deportazione e sull’internamento civile, collaborando con la CGIL e con la Fondazione Pasquale Celommi per la valorizzazione della memoria resistenziale. Svolge attività di divulgazione e didattica pubblica in scuole e archivi, promuovendo un approccio inclusivo e partecipativo alla storia contemporanea.

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