Martedì 18 marzo, al Cine Teatro Stella di Milano, c’è stata la rappresentazione della commedia di Luigi Pirandello ” Il berretto a Sonagli” che verrà replicata anche domenica 23 marzo, portata in scena dalla Compagnia Teatrale “Immagini…Azione”, per la regia di Marta Folcia

Questa commedia di Pirandello ben si introduce nella scia della Giornata Internazionale della Donna dell’ 8 marzo, in quanto la donna ne è vittima e protagonista. La storia è nota. Beatrice Fiorica, signora borghese di un paesino siciliano ai primi del ‘900, gelosa del marito e non paga della vita matrimoniale, vuole denunciare al delegato Spanò, amico di famiglia, il tradimento del marito, il Cavaliere Fiorica, con la giovane moglie del suo scrivano Ciampa. Ciampa innamorato, nonostante tutto, della moglie, cerca di salvare le apparenze perché non vuole fare la figura dello sciocco, non vuole portare il “berretto a sonagli”, ovvero il cappello del buffone, che è come un’ onta e che lo screditerebbe davanti a tutto il paese. Ciampa cerca di persuadere la signora Beatrice, di farla ravvedere affinché ritiri la denuncia, ma Beatrice è irremovibile e fa scoppiare lo scandalo. Viene, ovviamente, osteggiata da tutta la famiglia e, così, il delegato cerca di placare le acque dicendo che, in realtà, non c’è stato alcun rapporto fra il Cavaliere e Nina Ciampa. A questo punto Ciampa trova una soluzione: mandare in manicomio per tre mesi Beatrice, dichiarandola pazza. Così, alla fine, è Beatrice che, fingendosi pazza, salva il buon nome della famiglia e del marito.

Purtroppo, la donna riflette il clima dell’ epoca, di una società patriarcale e diventa vittima sacrificale (accetta di fingersi pazza) per salvare il marito. Il “Cappello a Sonagli” è una metafora, ossia , nasconde ciò che non vogliamo mostrare di noi stessi. Una commedia molto attuale ancora oggi, purtroppo. Molto bravi le attrici e gli attori, che hanno dato un ritmo vivace alla rappresentazione, soprattutto nel secondo atto. Massimo Ruggiero, che interpreta Fifi, il fratello di Beatrice, spiega così la realizzazione della commedia: ” Questa commedia è stata collocata appositamente e volutamente subito dopo la Festa della Donna – e in quella giornata abbiamo fatto un evento – per prolungare questa sensibilizzazione nei confronti della donna, perché non sia solo l’ 8 marzo il giorno celebrativo. Le donne di Pirandello sono esemplari perché cercano di uscire dagli schemi e non si sa se Pirandello avesse solo cercato di descrivere la realtà o se avesse espresso anche il suo pensiero. È importante notare come “Il Berretto a sonagli” ci presenti delle tipologie femminili ben definite: da una parte, l’ anziana madre e la governante, rappresentano l’ idea corrente della donna sottomessa, dall’altra Beatrice si ribella a questo schema, va “oltre”, perché lo schema, ossia la società, vuole che l’ onore dell’uomo sia salvo.

Se la donna non fosse stata sposata, non avrebbe intaccato l’onore del marito e non ci sarebbero stati problemi. Beatrice, “rompe” un ordine e quest’ordine violato può essere ripristinato solo con la pazzia”. Ruggiero ha poi aggiunto che la loro Compagnia è molto attenta ai problemi sociali e in queste serate affiancano queste tematiche all’ aiuto concreto per i teatri, devolvendo l’ incasso al teatro ospitante, perché i teatri stanno chiudendo e, terza cosa, chiedendo un’ offerta libera a chi volesse aiutare i minori in difficoltà. Una serata di svago e di impegno.

Anna Violante 

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