Nel suo primo discorso davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il Granduca Guillaume ha lanciato un appello a rafforzare la cooperazione internazionale in un mondo segnato da guerre, divisioni e crescente sfiducia. Il messaggio centrale è stato chiaro: la comunità internazionale deve ritrovare la capacità di dialogare, cooperare e ricostruire la fiducia. In questo quadro, il Lussemburgo cerca il sostegno internazionale per la propria candidatura a un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza per il biennio 2031-2032

Nel suo intervento dello scorso 22 settembre, il Granduca del Lussemburgoha ribadito il forte legame del Paese con le Nazioni Unite e con l’ordine internazionale fondato sul diritto. Ha ricordato che il Granducato fu tra i 51 Paesi fondatori dell’ONU nel 1945 e che, proprio in quanto piccolo Stato, ha tratto particolare beneficio da istituzioni multilaterali capaci di garantire a tutti una voce sulla scena internazionale.

Guillaume ha quindi sostenuto la necessità di riformare e rafforzare il multilateralismo, adattandolo alle trasformazioni del mondo contemporaneo. Ha richiamato anche la necessità di rendere più efficace il Consiglio di Sicurezza e di assicurare una maggiore rappresentanza all’Africa. Il Lussemburgo, inoltre, sta cercando il sostegno internazionale per la propria candidatura a un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza per il biennio 2031-2032.

Guillaume ha ribadito il sostegno del Lussemburgo all’Ucraina, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, sottolineando che il multilateralismo deve essere riformato, non abbandonato. Il conflitto, ha osservato, ha riportato la guerra sul continente europeo e dimostra che la pace non può essere data per scontata. Per questo il Lussemburgo continua a sostenere le iniziative umanitarie, comprese quelle per lo sminamento in Ucraina. Il discorso ha poi collegato la questione ucraina a un principio più generale: il diritto internazionale deve offrire protezione anche agli Stati più piccoli, evitando che la forza prevalga sulle regole condivise.

Nella parte conclusiva, Guillaume ha dedicato particolare attenzione ai giovani. Ha sottolineato che le nuove generazioni non pretendono necessariamente che gli adulti risolvano ogni problema, ma si aspettano che assumano le proprie responsabilità e che facciano il possibile per costruire un futuro migliore. Il messaggio finale è stato quello di una rinnovata fiducia nella cooperazione internazionale: non un mondo nel quale tutti gli Stati devono essere d’accordo su ogni questione, ma un sistema nel quale le differenze possano essere affrontate attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e il diritto internazionale.

Il discorso rappresenta così una prima importante definizione, sulla scena internazionale, delle priorità del Granduca Guillaume: fiducia, multilateralismo, diritto internazionale, cooperazione e attenzione alle generazioni future.

Amelia Conte

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