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« La moschea di Bonnevoie è sempre aperta » ha detto Mohsen Makni, il presidente del CdA dell’Association islamique Le Juste Milieu asbl (JML) che gestisce il luogo di culto e che ha tra i suoi obiettivi anche quello di spiegare all’opinione pubblica lussemburghese la religione dell’Islam e la sua cultura, promuovendone al contempo relazioni amichevoli.

Ieri sera sono state importanti le parole di apertura e dialogo pronunciate di fronte agli ospiti in occasione dell’iftar interreligioso (il pasto serale, ndr), organizzato da JML, grazie al supporto del gruppo scout Arche de Noé, per celebrare la fine del Ramadam, il mese più sacro per i musulmani, quello del digiuno  e della misericordia.

Ospiti Dr. Rabie Farès, rettore della grande moschea di Strasburgo e l’archivescono di Lussemburgo Jean-Claude Hollerich, oltre a molti scout della Federazione lussemburghese, vari fedeli delle moschee di tutto il Paese ed anche gli abitanti del quartiere più multiculturale della capitale.

I due oratori hanno parlato del digiuno – pratica comune alle due religioni – fisico e della coscienza per i musulmani, spirituale per i cattolici durante la Quaresima (e tutti i venerdì dell’anno), che è per entrambi un tempo di silenzio, preghiera e riconciliazione.

« Voi siete nostri fratelli e sorelle – ha tenuto a ricordare l’arcivescovo – e avrete tutto il mio aiuto per esercitare la libertà religiosa in questo Paese». Ricordiamo che nel Granducato solo dal 2016 il culto musulmano è oggetto di convenzione con lo Stato (Memorial A-147/2019) e che orientativamente si contano tra le 18 000 e le 20 000 le persone di religione musulmana.

Una serata per condividere il cibo (datteri e acqua come vuole la tradizione) e un iftar degno delle migliori cucine mediorientali, sotto il segno dell’unità e della condivisione di valori e progetti comuni. E un’occasione per ritrovare gli amici italiani di religione musulmana. (Leggi anche: http://www.paolacairo.eu/web/i-musulmani-di-lussemburgo-parlano-italiano/)

(picci)

 

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