Invitato dal circolo ricreativo e culturale “Eugenio Curiel” di Lussemburgo il prossimo 14 dicembre  (info) per un dibattito sull’infiltrazione mafiosa in Lussemburgo e in Francia, Fabrice Rizzoli*, specialista di mafia e crimine organizzato ha risposto in anticipo alle nostre domande.

rizzoli

Perchè dopo il “Petit dictionnaire énervé de la Mafia (Les Editions de l’opportun-Paris, 2012) hai pensato di scrivere « le mafia de A à Z: crime organisé, mafias, antimafia. 160 définitions pour un état de lieux, le livre « vendetta » (Tim buctu Editions, 2015)?

Perchè non si mette una maiuscola alla parola “mafia” poichè si tratta di un nome comune. La maiuscola tradisce una fascinazione per l’oggetto “mafia”… e lo rinforza…Poi perchè l’editore ha pubblicato in copertina la scarpa simbolo di Al Capone, su un libro scientifico! (Senza parlare dal fatto che non è un libro su “cosa nostra americana”).

Ma soprattutto perchè dopo due anni dalla pubblicazione non si poteva più trovare neanche una copia del libro! Non vendeva, ma quando chiedevo le copie, non le ottenevo neanche se dovevo partecipare ad una conferenza.

Mi sono “arrabbiato” = “énervé” e ho trovato questa nuova casa editrice diretta da persone di origine italiana, che hanno pubblicato il nuovo libro con una distribuzione capillare e gli aggiornamenti. Come, ad es. una bella introduzione su terrorismo e mafia (dopo l’ attentato a Charlie Hebdo) e anche nuove definizioni come Saviano o “ecomafie” ….

Quanto sono interessati i francesi e gli europei alla mafia, alle mafie?

A dire la verità, lo sono poco. Per questo non si vendono i libri sulla mafia. La gente vuole evadere. Vogliono leggere i romanzi. «Gomorra» ha funzionato perchè è scritto molto bene ma è scritto nella forma di un romanzo. Poi c’è un tipo di pubblico affascinato dalla mafia, dal film “Il padrino”…Infine, ci sono quelli  interessati alla mafia perche è italiana ed è comodo dire che non esiste in casa propria…..

Sei un ricercatore specializzato in mafia e criminalità organizzata ed insegni nei licei e nelle università. Quanto è importante conoscere e anche insegnare il fenomeno mafioso al di là delle frontiere italiane?

E’ importante perché la mafia è un paradigma di complessità (cfr. Umberto Santino), il più sviluppato e maggiormente studiato al mondo e studiarlo permette di capire gli altri fenomeni criminali.

Fare la mia tesi sulla mafia italiana mi aiutato a capire i fenomeni di corruzione di adesso.

La mia cattedra a Sciences Po si chiama Geopolitica delle criminalità. Con uno sguardo critico gli studenti possono capire che è il sistema legale a produrre il fenomeno mafioso.  Come, ad es. la proibizione delle droghe.

Quando si parla di mafia non si parla solo di crimine organizzato ma anche criminalità economica e finanziaria, corruzione ed evasione fiscale. Una riflessione?

Io quando parlo di mafia, parlo soprattutto di borghesia mafiosa, unica definizione che spiega la perennità delle mafie. Sono i potenti a creare le condizioni delle mafia. Ovviamente, nel dna della mafia, c’è sempre la corruzione, la presenza della stessa nell’ economia legale…Si può anche dire che con tutti i soldi che hanno perso da 50 anni, le mafie hanno riciclato al massimo e sono ancora maggiormente radicate nell’economia legale.

In  Francia, i gangster della frode alla Carbon tax (la tassa sulle risorse energetiche che emettono biossido di carbonio nell’atmosfera, ndr),  hanno rubato 5 miliardi di soldi pubblici all’Europa (fonte Europol).

 Cosa ne pensi dell’ultima inchiesta giornalistica su Paradise paper?

Penso che è da 40 anni che i ricchi non pagano le tasse e che sono 40 anni che siamo in crisi….

lanceur d’alerte (persona che, nel contesto del suo rapporto di lavoro, segnala un atto illegale, illegale e pericoloso che interessa l’interesse generale, a persone o enti che hanno il potere di porvi fine, ndr)  possono essere paragonati ai “nostri” testimoni di giustizia?

I testimoni di giustizia rischiano la vita: per questo sono stati messi prima nel dispositivo dei collaboratori di giustizia poi hanno avuto un statuto a parte dal 2001… un progresso.

I lanceur d’alerte sono cittadini che esercitano la libertà d’espressione nell’interesse generale ma che vivono sotto pressione sul luogo di lavoro o altro.

a cura di Paola Cairo

 

*Chi è Fabrice Rizzoli

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Dottore in Scienze politiche a Paris I (Panthéon-Sorbonne), insegna in varie istituzioni accademiche la Geopolitica critica del crimine. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Falcone per i diritti umani e ha fondato l’associazione Crim’HALT per ottenere una legge sull’uso sociale delle proprietà confiscate. È stato ricercatore presso l’Osservatorio geopolitico delle droghe (OGD), scienziato senior dell‘Osservatorio di Milano sul crimine organizzato (Omicron) nell’ambito del progetto di ricerca Falcone condotto dalla Commissione europea. Poi è stato addetto alla protezione presso il Ministero degli affari esteri (Direzione degli stranieri francesi e stranieri in Francia) e al Refugee Appeals Board (OFPRA). È consulente e relatore regolare su questi argomenti. Ha pubblicato “Il piccolo dizionario spigoloso della mafia” per aiutare a capire meglio il fenomeno della mafia. È inoltre Segretario generale dell’Osservatorio geopolitico del crimine dal dicembre 2008 ed è responsabile dell’ufficio FLARE Network France. (Fonte: www.atlantico.fr)

Per informazioni sul libro, clicca QUI

 

 

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