Svanire di Deborah Willis

 

Deborah è una giovane autrice canadese, figlia di Pauline e Gary, nata a Calgary nel 1982. Per gli studi si trasferì a Victoria, dove lavora attualmente in una libreria. Per l’anno accademico 2012-2013 è “Writer-in-residence” nel programma di scrittori emeriti dell’Università di Calgary.

I suoi racconti sono stati pubblicati in Grain, Event, PRISM International e The Walrus. La sua prima raccolta del 2009 “Vanishing and other stories” è stata pubblicata da Penguin. Nel 20120 viene pubblicata negli Stati Uniti da Harper Perennial e tradotta in ebraico per la Kinneret Zmora-Bitan Dvir Publishing. Nel 2012 Del Vecchio editore pubblica anche la versione italiana con la traduzione curata da Anna Baldini e Paola Del Zoppo.

La raccolta, finora, è stata nominata per il BC Book Prize, il Danuta Gleed Literary Award, il Victoria Butler Book Prize e il Governor General’s Award.

Casualità? Non a sentire Alice Munro (vincitrice per tre volte del Governor General’s Award per le sue opere letterarie: “la gamma emotiva e la profondità di queste storie, la chiarezza e l’abilità compositiva sono stupefacenti”.

E Alice ha ragione: Svanire è uno spaccato della quotidianità canadese vista a 360 gradi con particolare attenzione all’aspetto del non esserci più, dello svanire dalla realtà e dalla vita. Punti di rottura? No, punti di svolta, anche se rimane aperta la domanda dove porti la svolta.

Non è una raccolta tematica per stili, personaggi o periodi storici: molti sprazzi non sono nemmeno collocabili temporalmente. Le storie potrebbero verificarsi oggi, 10 anni fa e perfino 100 anni fa. Il focus del racconto è sui personaggi e su come essi vivono. Anche se è innegabile l’ambientazione canadese, il Canada non è scenografia, non è al centro dell’attenzione: il paesaggio, le città, gli animali non sono altro che corollario alle storie incompiute, parte integrante ma non determinante.  Penny, la protagonista di “La fiancée” potrebbe provenire da qualsiasi angolo del Canada, purché si tratti di un luogo medio borghese, un luogo in cui i valori di famiglia e tradizione siano ancora rispettati. Spunta un sorriso sulle labbra del lettore quando Penny, dopo la sua storia con l’affascinante europeo, afferma di essere doversi sposare con lui.

Paure, timori, aspettative, sogni e delusioni: a volte di un bambino altre volte di un padre, di una figlia incompresa o delusa e altre volte di un osservatore esterno.

14 storie, ma ben più punti di vista per uno lettore pronto a scoprire i diversi aspetti dello svanire dalla e nella quotidianità: scrittore scomparso, ragazzina che seduce padre di famiglia, indovina non-vedente, insegnante di francese in una grande città o venditrice di gelato. Uno stile emotivo, con qualche tocco di sarcasmo per delle cartoline vitali di vita.

Svaniti, altrove: assenti e presenti allo stesso tempo.

 

Elisa Cutullé

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