Il tema della laicità è un argomento delicato in tutti i paesi europei e riaprire il dibattito sulle relazioni tra Stato e Chiesa è un’operazione che, rimescolando le carte, fa emergere controversie mai sopite. Mentre in Italia in questi giorni a far discutere è l’esenzione degli immobili di proprietà della Chiesa cattolica dall’ICI (o meglio IMU), in Lussemburgo a scaldare gli animi è il progetto di costruire le famose Case della Laicità.

La peculiarità di tale dibattito sta nell’identità delle parti in campo. A fronteggiarsi non sono solo laici e cattolici, come da tradizione, ma è lo stesso mondo laico ad essere in subbuglio. Nell’estate del 2009 i socialisti dell’LSAP e i cristiano sociali giunsero ad un accordo in merito alla costruzione delle Maison de la laïcité, che dovrebbero essere poste sullo stesso piano delle Chiese autorizzate tramite la stipula di una convenzione.

Il modello a cui ci si ispira è quello belga, che da una quindicina di anni riconosce e sovvenziona le istituzioni laiche. Le Maison si configurano come luoghi di incontro e scambio per i membri della comunità, che sono coinvolti in una serie di cerimonie laiche che vanno dal matrimonio al funerale, dal battesimo al rito di passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza. Ovviamente tali strutture riceveranno finanziamenti pubblici, in particolare lo Stato coprirà il 75% delle spese per le infrastrutture dei centri regionali e le associazioni incaricate di gestirle riceveranno una sovvenzione forfettaria annuale per le spese di funzionamento.

Quindi ognuno a casa sua e tutti contenti? Non proprio. Da un lato i cristiano sociali (CSV) hanno benedetto sin da subito il progetto, sostenendo che le Maison de la laïcité “sono l’espressione del pluralismo e corrispondono alle convenzioni stipulate tra lo Stato e le diverse confessioni religiose”. Dall’altro lato il mondo laico è in fermento e, una parte di esso, si oppone con forza all’apertura delle Case della Laicità che, dicono, finiranno per rafforzare il peso delle diverse chiese nello spazio pubblico.

Di questo avviso è Manuel Hass, esponente di spicco dell’AHA (Alliance des humanistes athées et agnostiques), che scorge dietro il progetto il pericolo del rafforzamento dei privilegi religiosi. E’ evidente infatti che l’apertura delle Maison implica la tacita accettazione delle convenzioni tra Stato e Chiesa. Manuel Hass spiega “la strategia del CSV (cristiano sociali) è quella di reinterpretare la laicità come una religione per non-religiosi, per difendere la posizione di forza del culto cattolico nella nostra società.

Le case della laicità tradiscono lo stesso principio costitutivo della laicità: lo stato non deve privilegiare nessuna concezione filosofica, neppure la laicità appunto.

Dal canto suo Georges Engel, sindaco di Sanem ed esponente del LSAP, rispedisce le critiche al mittente e va avanti per la sua strada, sostenendo che “il progetto nasce per difendere lo spirito laico e civile dello stato”.

Punti di vista diversi sulla laicità potremmo concludere, ma sta di fatto che la miccia è stata accesa, il dibattito è rovente anche se il testo di legge non arriverà che con l’anno nuovo. Staremo a vedere se oltre alla casa di Pietro sorgerà anche quella di Leibnez, Giordano Bruno e compagni, ma siamo certi che in Italia sulla pietra di Pietro l’ICI o IMU non si pagherà, neanche nel 2012.

 

Marina Moretti

(per gentile concessione di  www.west-info.eu)

Potrebbe interessarti anche questo

L’integrazione culturale attraverso il premio Nobel Grazia Deledda

Il Centro di Studi Italiani dell’Università del Saarland ha ospitato, qualche giorno fa, il seminario dedicato a “Canne al vento”. Attraverso l’analisi del testo didattico curato da Cinzia Marongiu, Tania Sanna e Laura Medda, emerge come la grande letteratura rappresenti…

La Chambre des Salariés esprime le sue riserve sull’adeguamento degli aiuti sociali

Difendendo i diritti di dipendenti e pensionati, la CSL esprime pareri importanti sulle scelte del governo. Scopriamo come si è espressa in merito alle nuove decisioni che riguardano gli aiuti contro il caro-vita La Chambre des Salariés (CSL) rappresenta gli…

L’armonia collettiva di Gaho e Kave: l’onda coreana tra Parigi, Milano e Amsterdam

Gaho, all’anagrafe Kang Dae-ho, non è solo la voce celestiale dietro i successi planetari delle serie TV coreane, ma un artista poliedrico che ha saputo evolversi da compositore “dietro le quinte” a icona del pop-rock.  Insieme alla sua band, i…

Concorso fotografico: Through the lens, women in our society. Attraverso l’obiettivo, le donne nella nostra società

In analogia con il lavoro di Lynsey Addario, che documenta le lotte, le sofferenze e la resistenza delle donne nelle zone di conflitto, il concorso si propone di mettere in luce il ruolo e il coinvolgimento delle donne nella nostra…