La sua scrittura è una ricerca di indipendenza critica, un corpo a corpo con il linguaggio per scardinare le convenzioni della comunicazione standardizzata. La libertà, un concetto che per la poetessa non è solo astratto, ma profondamente radicato nel fare poetico. Maddalena Bergamin che rappresenta l’Italia al Printemps des poètes Luxembourg 2026 – la manifestazione che ha come scopo di offrire al pubblico poesia contemporanea aperta, vivace, multilingue e dinamica – ci dà appuntamento, con un’intervista esclusiva, per la grande notte della poesia all’abbazia di Neimënster domani, venerdì 17 aprile e sabato 18 aprile Cercle cité

Maddalena Bergamin

Il tema di questa edizione è La liberté. Force vive, déployée (Libertà. Forza vitale, scatenata, ndr) : in che modo essa si esprime nella sua scrittura poetica? 

Il tema della libertà è essenziale nella mia scrittura a diversi livelli. Considero il linguaggio poetico come l’unico in grado di smarcarsi radicalmente dalla comunicazione imposta, spesso standardizzata o ipocrita. La poesia dà la libertà di creare significati nuovi, permettendo di vivere in uno spazio più libero. Nella mia ricerca, la libertà è indipendenza critica e lotta contro le prigioni, reali o interiori, che ci vengono imposte.

Essere una poetessa italiana in un contesto internazionale come il printemps des poètes: cosa rappresenta per lei questo incontro tra lingue e culture? 

Sono molto felice di portare la poesia italiana a Lussemburgo. Questa opportunità riflette il mio modo “decentrato” di vivere la scrittura. L’incontro con voci di altre lingue e luoghi è il modo più proficuo per far evolvere la propria poesia, evitando di fossilizzarsi sulla propria lingua o tradizione.

La sua poesia sembra spesso dialogare con l’intimo e il quotidiano: come trasforma l’esperienza personale in qualcosa di universale? 

È un processo di approfondimento e allargamento che richiede molto lavoro. A mio parere, l’intimità e gli aspetti biografici non devono apparire sulla pagina se non portano con sé anche la voce degli altri. considero questo un aspetto “civile” del fare poesia.

In un festival come questo, dove la poesia viene anche “detta” e condivisa dal vivo, quanto conta per lei la dimensione orale rispetto a quella scritta? 

Pur considerandomi più una poetessa della scrittura che dell’oralità, le letture in pubblico sono fondamentali. Mi permettono di ascoltare diversamente le mie stesse poesie e, soprattutto, di stabilire un contatto diretto con il pubblico, un’esperienza che mi arricchisce profondamente.

Federica Angioni

Gli appuntamenti da non perdere:

  • Venerdì: serata presso labbazia di Neimënster (dalle ore 19)
  • Sabato: grande notte della poesia presso il Cercle cité (dalle ore 19)
  • Domenica: la mattina della poesia presso la Galerie Simoncini (dalle ore 11)

BIOGRAFIA

Maddalena Bergamin (Padova, 1986) ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Parigi-Sorbona. Insegna a Parigi. La sua ricerca si concentra sulla poesia contemporanea e sulla psicoanalisi. Nel 2014, la sua raccolta di poesie Scoppi saranno anche queste stagioni è stata selezionata per il XII Cahier de poésie italienne contemporaine (Marcos y Marcos, Milano).  [ Fonte: https://www.magnifiqueprintemps.fr/

PROGRAMMA

 http://printemps-poetes.lu/

Leggi anche : https://passaparola.info/web/2026/03/26/il-printemps-des-poetes-luxembourg-dedicato-alla-liberta/

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