Il Circolo PD Lussemburgo e il Circolo Culturale Eugenio Curiel organizzano un incontro per presentare il libro “Il giovane Enrico” (edito per l’Associazione Infiniti Mondi, 2025). Appuntamento mercoledì 14 maggio, alle ore 19, al Clae (Luxembourg Ville – quartiere Gasperich). Abbiamo chiesto ad Andrea De Simone che con Tonino Scala è l’autore del testo, di parlarci di uno dei personaggi più carismatici della politica italiana

Nel libro emerge un ritratto molto umano di Berlinguer: quali aspetti del suo carattere giovanile ritiene più importanti per comprendere il leader politico che sarebbe diventato?

Ci interessava raccontare prima di tutto la fragilità e la forza che convivono nel giovane Enrico. La sua timidezza, il senso di giustizia quasi istintivo, la profonda empatia verso chi soffre: sono tratti che lo rendono umano e, proprio per questo, capaci di generare un’idea alta di politica. Il Berlinguer ragazzo che guida i moti del pane a Sassari non è ancora il leader carismatico, ma ha già quella tensione morale, quella capacità di ascolto e quella volontà di coerenza che segneranno tutto il suo cammino.

Come avete ricostruito il contesto storico e sociale della giovinezza di Enrico Berlinguer?

Ci sono state fonti particolarmente preziose o testimonianze dirette?
Abbiamo fatto un lavoro di incrocio tra documenti storici, biografie, memorie e articoli dell’epoca. Gli scritti dei tanti autori che ci hanno raccontato quegli anni e i tanti saggi su Enrico, ad esempio, sono stati preziosissimi per comprendere l’ambiente culturale e politico in cui Enrico è cresciuto. Così come le cronache locali dei moti del pane del 1944, che ci hanno restituito l’urgenza di quei giorni. Ma più di tutto abbiamo cercato di ascoltare il silenzio delle fonti, le pieghe nascoste della Storia, per restituire un quadro realistico ma anche emotivamente autentico.

Che tipo di pubblico vi augurate di raggiungere con questo libro? pensa che i giovani di oggi possano ritrovare qualcosa di sé nel giovane Enrico?

Speriamo che “Il Giovane Enrico” parli soprattutto ai ragazzi e alle ragazze, a chi oggi si affaccia con inquietudine e speranza al mondo. Berlinguer non è un’icona lontana: è stato un giovane in cerca di senso, in un’Italia ferita. I dubbi, la rabbia, il desiderio di giustizia sono emozioni universali e senza tempo. Se anche un solo lettore o lettrice si sentirà meno solo grazie a questo racconto, avremo raggiunto il nostro obiettivo

Avete pensato da subito di raccontare Berlinguer attraverso episodi giovanili o è stata una decisione maturata in corso d’opera?

È stata una scelta consapevole fin dall’inizio. Volevamo raccontare la scelta di vita di un ragazzo che poteva prendere altre strade vista la famiglia dalla quale proveniva e invece ha scelto la strada più difficile: quella politica. Sentivamo il bisogno di togliere Berlinguer dal piedistallo, di restituirlo alla sua umanità. Raccontarlo da giovane significava raccontare il momento in cui si compie una scelta, quando la passione si trasforma in impegno. Il carcere, i moti del pane, l’incontro con Togliatti: sono episodi poco noti ma decisivi. E ci piaceva l’idea che il suo percorso iniziasse proprio così, nel silenzio di una cella e nella luce di una primavera che annunciava il cambiamento.

Qual è, secondo Lei, l’insegnamento più attuale che la figura di Berlinguer può offrire all’Europa di oggi?

Berlinguer ci ricorda che la politica può e deve essere una cosa seria, fatta di rigore morale, ascolto e visione. In un’Europa attraversata da paure, diseguaglianze e cinismi, la sua idea di diversità comunista e la sua tensione etica restano profondamente attuali. Ci insegna che si può lottare per il bene comune senza rinunciare alla propria integrità, che la coerenza non è debolezza, ma forza. E forse oggi più che mai abbiamo bisogno di questa lezione.

Intervista raccolta da Maria Grazia Galati

Andrea De Simone
Classe 1954, campano, sociologo e politico. È stato funzionario del PCI e responsabile organizzazione della federazione di Salerno. Ha ricoperto importanti ruoli istituzionali. Da sempre appassionato di tradizioni locali, ha molti libri al suo attivo e attualmente si occupa della valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico campano.

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