Non tutti partono in estate. Restare non significa però rinunciare alla scoperta del Lussemburgo e della Grande Région, grazie a decine di gite tematiche da compiere in giornata. Cultura, siti post-industriali, storici o naturali, parchi e passeggiate: per tutti i gusti e tutte le età

Se amate camminare in luoghi suggestivi, ecco due spettacolari anse di fiumi a pochi minuti da casa. Esch-sur-Sûre, paesino delizioso con tanto di castello semidiroccato, è quasi abbracciata dal fiume Sûre, la cui valle è un paradiso anche per i motociclisti. A Merzig/Orscholz, appena oltre Schengen, la Valle della Saar effettua un’ansa perfetta, al punto da essere simbolo del Land. La si può costeggiare a piedi o in bici. Oppure ammirarla dal belvedere di Cloef che sovrasta la valle della Saar di 180 metri (leggi pagina 37). La vista da lassù ha mozzato il fiato a personaggi famosi, dagli imperatori tedeschi a Hitler, dalla Merkel a Schroeder e Chirac. La visuale ricompensa chi si è arrampicato fin lì, ma gratifica anche gli spiriti pratici che hanno parcheggiato a 500 metri dal belvedere, presso il punto di ristoro.

Ormai che siete lì portate i bambini a camminare sulle cime degli alberi: basta seguire il percorso pedestre di ben 1.250 mt sospeso a 23 metri dal suolo, la cui meta è una torre d’osservazione alta 42 metri. Ai bambini piacciono gli animali, se selvaggi ancora di più. Nel Granducato ci sono due parchi dove se ne possono ammirare tanti. Il primo, gratui-to, è ubicato nel parco di Esch-sur-Alzette. I bambini possono arrivare quasi a contatto con gli animali grazie a tubi metallici che attraversano le gabbie e i recinti. L’insieme della struttura appartiene al comune di Esch, che vi impiega delle persone da reinserire nel mondo del lavoro.

Nei pressi del campeggio comunale è stato allestito un bar sulle cime degli alberi, dotato persino di alcune camere da letto: chi non ha mai sognato una cosa del genere da bambino? A Bettembourg invece c’è il famoso Parc Merveilleux che dal 1956 ospita 2 000 animali di oltre 200 specie diverse provenienti dai 5 continenti nonché varie aree di gioco per i più piccoli, compresi minigolf e trenino. Il parco è gestito da un collettivo che forma e impiega 85 portatori di handicap mentali e 30 educatori specializzati. Ogni anno circa 300 000 visitatori apprezzano questo luogo, comodo da raggiungere anche con i mezzi pubblici, alla stregua del parco di Esch.

Ma torniamo a Merzig dove negli Anni ’90 un uomo fuori dagli schemi ha allestito un parco di lupi! Il Wolfspark porta il nome del suo fondatore, Werner Freund, che l’ha donato al comune poco prima della sua morte (2014). Grazie a Freund, che allevava i lupi mangiando e dormendo con loro, Merzig si è guadagnata la fama di “Città del lupo” ben oltre i confini tedeschi. Il sito ospita 25 lupi suddivisi in 4 branchi secondo la loro origine geografica (Polo Nord, Canada, Svezia e Mongolia). Buone vacanze, qui o altrove!  

Remo Ceccarelli

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