ecole

Avendo constatato che i numeri di casi positivi stavano aumentando troppo soprattutto in ambito scolastico (con un’impennata di contagi che è schizzata dal 10 / 15% durante il periodo natalizio, al 20/35% della settimana scorsa) e allarmato dal “caso Schifflange”, il ministro dell’Educazione Nazionale Claude Meisch lo scorso giovedì 4 febbraio ha reso pubblica la sua decisione di far chiudere tutte le scuole lussemburghesi a partire da lunedì 8, nonostante la chiusura scolastica fosse sempre stata prospettata come l’ultima delle opzioni possibili (i latini l’avrebbero chiamata “l’ultima ratio”).

La novità ha colto di sorpresa e destabilizzato i già fragili equilibri delle famiglie residenti nel Granducato: facevamo affidamento su un ritmo ormai consolidato in cui le misure più o meno drastiche imposte dall’alto venivano prima ventilate con almeno una settimana d’anticipo e solo dopo attuate concretamente. Il tempo di digerire la pillola, insomma. Il tempo di sedimentare le cattive notizie come  la necessità di rivoluzionare, ancora un’ennesima volta, la propria organizzazione quotidiana, già così complicata da sembrare paradossale.

Adesso rieccoci tutti a spostare scrivanie, caricare tonnellate di libri dalla scuola di nuovo a casa, munirci di eserciti di cartucce per le stampanti casalinghe, studiare con le fronti imperlate di sudore le agende di ogni membro familiare per far coincidere gli orari di tutti, le pause pranzo, gli incontri online con le maestre da una parte e con i propri clienti dall’altra.

E quando (sventura!) possa accadere che, proprio il giorno in cui papà è a lavoro fuori, un meeting online importante della mamma coincida con la lezione di inglese della piccola in seconda elementare e con l’ora di matematica del fratellino in prima (che va seguito passo passo o si arrampica sul lampadario) che si fa ? Piccoli-grandi drammi che si aggiungono a un oceano di drammi universali, rendendo questo arrancare verso la fine del tunnel sempre più pesante.

Le famiglie che pagano lo scotto più alto di questi caotici assetti, sono probabilmente quelle in cui i genitori sono costretti a lavorare entrambi fuori casa e non possano chiedere il congé exceptionnel; le famiglie numerose e soprattutto quelle che non hanno a disposizione degli spazi adeguati per tutti nelle loro abitazioni; le famiglie indigenti, che non sono adeguatamente attrezzate di supporti tecnologici per tutti; le famiglie mono-parentali; le famiglie con ragazzi che abbiano ritardi di apprendimento o deficit cognitivi di qualche tipo.

A rileggere questa lista (sicuramente incompleta) di particolarmente sfavoriti dall’home-schooling, ci si rende tristemente conto che ancora una volta i più deboli si ritroveranno sempre più indeboliti.

banchi ul

Ci si domanda cosa si è fatto per aiutare le famiglie in caso di chiusura delle scuole ? 

C’è una helpline di servizio psicologico gratuito istituita dal Centre psycho-social et d’accompagnement scolaires (CePAS) e dall’ Office national de l’enfance (ONE) al 8002-9393

Invece, si è fatto troppo poco (questa almeno la percezione di studenti e famiglie) per aggiornare le scuole e gli insegnanti fornendo strumenti pratici e teorici efficienti e di reale supporto per l’insegnamento a distanza : il che comporta che i risultati effettivi dell’home schooling siano troppo fluttuanti, i supporti tecnici in alcuni casi carenti o inaffidabili.

Il peso di questa impreparazione ricade troppo spesso sulle spalle dei genitori (costretti a sdoppiarsi impersonando il triplo ruolo di genitore/maestro/lavoratore) bambini (confusi, nervosi, spaesati) e insegnanti (esausti e sgomenti).

Per tirarci un po’ su di morale, guardiamo a cosa resta di positivo all’interno di questo quadro sconfortante :

1)    Almeno le crèches restano aperte ! Enorme sollievo per le famiglie con bebè. Perché se lavorare con ragazzetti strillanti per casa è un incubo, lavorare e prendersi cura di un lattante è fondamentalmente una “mission impossible”. E per quanto numerosi possano essere i genitori super-eroi, non in molti uscirebbero vivi dalla prova.

2)    Ci si potrà giocare la carta (preziosa) del congé exceptionnel pour raisons familiales per genitori di bimbi sotto i tredici anni. Opportunità preziosissima, che sarebbe fantastica se fosse attuabile per tutti.

https://guichet.public.lu/fr/citoyens/travail-emploi/conges-jours-feries/situation-personnelle/covid-conge-quarantaine-isolement-enfant.html#:~:text=Le%20cong%C3%A9%20pour%20raisons%20familiales,(m%C3%AAme%20jour%2Fheure).

3)    Le mamme e i papà impiegati a tempo pieno nel settore della sanità possono usufruire di strutture di accoglienza specifica per i loro bimbi

4)    La helpline de l’Education Nationale è accessibile tutti i giorni della settimana al numero 8002-9090  e dispensa informazini generali e consigli pedagogici.

E per ultimo, non per importanza

5)    Benvengano misure scomode, dure, draconiane, allorché intervengano a salvaguardare la salute dei bambini e delle famiglie, e, non ultima, di tutta la società.

Almeno questo, quest’ultimo anno, dovrebbe avercelo insegnato.

di Isabella Sardo

 

Potrebbe interessarti anche questo

Perché gli economisti ortodossi non ci azzeccano mai

Secondo la riflessione del professor Carlo Degli Abbati, specialista in economia e geopolitica, “La parabola dei ciechi” – il celebre dipinto di Bruegel il Vecchio conservato nel Museo di Capodimonte – potrebbe costituire una perfetta allegoria degli analisti economici attuali…

Lo scultore del Lago Maggiore: Paolo Trubetzkoy, tra Italia e Belle Époque

Nato illegittimo sulle sponde piemontesi del Lago Maggiore nel 1866, Paolo Petrovitch Trubetzkoy crebbe a Villa Ada tra gli artisti della “scapigliatura” lombarda e si formò da autodidatta a Milano. Figlio di un principe russo e di una cantante americana,…

Poésie plus, il festival che porta la letteratura fuori dagli schemi. Ma senza l’italiano

Dal 25 al 27 settembre la Kulturfabrik di Esch-sur-Alzette ospiterà la prima edizione di Poésie plus, nuovo festival lussemburghese interamente dedicato alla letteratura e alla performance. Nonostante la comunità italiana rappresenti una delle componenti storiche e più numerose della popolazione…

Al via i nuovi corsi di lingua italiana con le “Amitiés italo-luxembourgeoises” di Lussemburgo (AIL)

Anche quest’anno le Amitiés italo-luxembourgeoises di Lussemburgo (AIL) tornano a proporre i corsi di italiano, aperti a tutti coloro che desiderano imparare o perfezionare la nostra lingua. Iscrizioni entro il 25 settembre Le lezioni prenderanno il via il 5 ottobre…