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Un’ora in più di luce, sole brillante e caldo da tre giorni, i vari bucaneve, giacinti, narcisi ecc. sono sbocciati in ogni aiuola della città, segni evidenti che la primavera è davvero arrivata anche qui e con essa sta arrivando il Festival di Poesia internazionale 10e Printemps des Poètes – Luxembourg dal 31 marzo al 2 aprile.

Ospite italiano quest’anno è il poeta Rafanelli. 

Loretto Rafanelli è nato a Porretta Terme in provincia di Bologna, Italia, nel 1948. Definito da molti critici poeta civile proprio per il suo sguardo contantemente puntato sulle vicende tragiche delle staoria contemporanea, Rafanelli è impegnato in diversi progetti di divulgazione culturale in Italia e all’estero. “La mia ‘immersione’ nella poesia in lingua spagnoladice il poeta a proposito della sua partecipazione nei festival internazionali (Londra, New York, Pechino, Belgrado, Lubiana, Zagabria, Rabat, ha rappresentato l’Italia, nel febbraio 2012, al Festival mondiale di poesia in Nicaragua, nell’ottobre 2012 all’Encuentro de los poetas latino, in varie città del Messico, nel luglio 2013 al Festival internazionale di poesia di Lima in Perù) – nasce proprio da questo voler andare oltre il ‘cortile’ interno, ecco allora l’attenzione all’America Latina, dove conosco molti poeti, le tante riviste, i molteplici eventi; e così ho elaborato una antologia dedicata a 25 giovani emergenti di quel continente, un lavoro che mi ha impegnato per anni.” 
Rafanelli dirige la casa editrice I Quaderni del Battello Ebbro e la rivista omonima di letteratura. Ha realizzato con l’artista Marco N. Rotelli diversi progetti tra arte e poesia, fra cui “Bunker poetico” per la Biennale di Venezia 2001. Ha ideato e dirige “Scrittori nelle scuole” e “Itinerari poetici”.

Tra le pubblicazioni ricordiamo solo alcune: la raccolta di poesie I confini del Viso (Forum, 1987), il libro di saggi, prose e aforismi Il sangue della ricordanza (I Quaderni del Battello Ebbro, 1994), il libro di drammaturgia Nelle buie stanze (I Quaderni del Battello Ebbro, 1997), composto dai drammi “I ciclamini di Bosnia” e “Nelle buie stanze” e i volumi di poesia Il silenzio dei nomi(Jaca Book, 2002) e Le voci del Filadelfia. Il grande Torino (I quaderni del Battello Ebbro, 2005), un testo ispirato alla tragica scomparsa della squadra di calcio del Torino; L‘indice delle distanze (Jaca Book, 2013).

Aspettando  questo  fine settimana il Printemps des Poètes – Luxembourg abbiamo chiesto al poeta, col tono ironico che solo la vera cultura sa ispirare, un motivo speciale per ascoltarlo, oltre che“leggerlo” : Perché lasciare sempre solo il poeta, essendo la poesia solitaria per definizione? Accompagnatelo, egli vi introdurrà in un labirinto, in un luna park fantasmagorico della parola, dove sicuramente vi perderete. E sarete prigionieri dell’immaginazione e scoprirete che non siete in Lussemburgo ma in una via di Bologna o in Messico o a Chicago o nella martoriata Bagdad, accanto a persone sconosciute, a contatto con una lingua nuova, quella originaria non contaminata. Fate questo tratto con i poeti e la vostra memoria si insinuerà fino al giorno del vostro primo compleanno, o nel profondo delle miniere dove molti italiani hanno lavorato. Ne vale la pena.”

 

Nel prossimo numero di PassaParola di aprile (in edicola nei prossimi giorni) potrete leggere l’ intervista completa al poeta.

È possibile leggere il programma del festival direttamente sul sito www.prinpolux.lu

Margherita Agresti

 

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