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Giunta alla sua sedicesima edizione, la serie «Substanz», rappresenta il momento in cui sono i ballerini della compagnia a presentarsi al pubblico anche in una veste diversa di cantante, attore, regista o coreografo.

La serata  di eir (2 luglio, ndr) verteva sul mondo delle relazioni: con i lati più nascosti del proprio io («Swept under» di Marioenrico d’Angelo); con l’inafferabile leggerezza e spensieratezza di un rapporto di amicizia estiva dall’impalpabile profondità («Lae vol d’heure de la plage» di Pascal Séraline); con la capacità di interagire con gli altri senza lasciarsi trascinare  («Merrily to our way to nowhere at all» di Saùl Vega-Mendoza; con le regole e i schemi della società («Within» di Marina Miguélez-Lucena); con i doveri sociali familiari «Finché morti non ci separi» di Francesco Vecchione; con la vita in una zona indefinita («A grey area» di Ramon John); con l’eleganza richiesta dalle convenzioni giapponesi («Kiyohime» di Masayoshi Katori); con la musica che diventa linfa vitale («Seek» di Sarah Philomena Schmidt); con le distanze nei rapporti di coppia («Walls we build» di Katherine Lake); con il turbinio dei pensieri nella mente («Looping thoughts» di Louiza Avraam); con il desiderio di un futuro brillante («Collider/Vainglory» di Liliana Barros).

Quasi tre ore di spettacolo che hanno portato gli spettatori in mondi interiori, nel passato e nel futuro ma che, soprattutto, sono riusciti sempre a mantenere sveglia l’attenzione, obbligandoli a pensare, a riflettere e mettersi in discussione.

Prossimi appuntamenti: 5, 7 e 13 luglio

Info e biglietti: www.staatstheater.saarland

 

Elisa Cutullè

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