Splendida conferenza sull’italiano all’università: dall’ironia dei gesti al giornalismo, dal bilinguismo ai corsi per gli emigranti. Con la collaborazione della Dante Alighieri Comitato Lussemburgo e della nostra rivista.

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Cultura e divertimento. Un felice connubio che è stato il filo conduttore della conferenza di giovedì 11 giugno all’università di Treviri, organizzata dalla lettrice Laura Campanale  e dalla professoressa Maria Luisa Caldognetto. Conferenza che ha affrontato vari aspetti della lingua italiana. L’evento, aperto al pubblico e destinato comunque soprattutto a studenti ed addetti ai lavori, era stato ampiamente anticipato durante la trasmissione radiofonica “Voices by PassaParola” di sabato 6 giugno.

Quattro gli interventi. Il primo a cura della Campanale, la quale ha illustrato in modo esilarante le differenze fra italiani e stranieri nella gestualità, nella comunicazione e nelle espressioni facciali, talvolta anche oggetto di malintesi e incomprensioni; intervento che si è concluso con un divertente gioco-indovinello proprio sui gesti che esprimono un messaggio. Ha preso in seguito la parola Paola Cairo di PassaParola Magazine, che ha parlato di giornalismo e di come esso si è evoluto nell’era del web. La Cairo ha spiegato al pubblico come nasce un articolo a seconda della sua tipologia. Se un tempo si cercavano fonti come polizia, Ansa, istituzioni…ora si va direttamente (anche se non solo, ma soprattutto) sul web. Ha poi spiegato come si struttura un articolo e spiegato come oggi il giornalismo è anche blog, social network e tanto altro. Un giornalismo che abbatte le frontiere spazio-temporali e che (almeno in parte) è accessibile a minor costi e senza intermediari. Un giornalismo partecipativo, dove i lettori interagiscono e dove l’informazione è più libera, anche se non priva di rischi. Questo modo nuovo di comunicare non cambia però le regole del vero giornalismo: corretto e autentico. L’articolo digitale è più sintetico, può includere link e non ha i limiti dello spazio cartaceo. Sempre la Cairo ha citato una voce a suo avviso di grande riferimento nel mondo dei nuovi professionisti dei social media:  Francesca Sanzo (www.panzallaria.com). È seguito un esercizio pratico.

Dopo una breve pausa è stato il turno di Giovanna Pandolfelli, presidente della Dante Alighieri Lussemburgo, linguista e traduttrice presso le istituzioni europee. Esperta di bilinguismo, la Pandolfelli ha parlato proprio di questo tema, affrontandolo dal punto di vista dell’età evolutiva e distinguendo fra tipi, percorsi, sviluppo e vantaggi. Interessante avere scoperto che bilingue non è solo chi conosce due lingue, ma anche, ad esempio, un italiano che conosce un dialetto. Oppure chi parla due lingue, ma non allo stesso livello. Ed ancora che per bilinguismo si intende conoscere anche più di due lingue o conoscerne una in più anche solo per comprensione, senza saperla parlare. Un intervento molto interessante, utile a sfatare molte false convinzioni e a sottolineare il valore del conoscere più idiomi. Uno fra tutti il vantaggio a livello cognitivo. Bella la nota sul vantaggio della lingua italiana, più facile di altre da imparare perché si legge come si scrive.

Ha chiuso la conferenza la professoressa Caldognetto, la quale ha parlato della storia dei corsi degli italiani all’estero: dal loro inizio circa 150 anni fa, in coincidenza con i grandi flussi migratori, sino alle possibili prospettive future. All’inizio i corsi erano in gran parte per gli italiani adulti, molti di essi analfabeti e, in seguito, soprattutto per i figli. Una delle prime scuole italiane nacque ad Alessandria d’Egitto intorno alla metà del 1800.

Maria Grazia Galati

 

 

 

 

 

 

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