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Buona presenza di pubblico alla presentazione del futuro corso di Formazione continua in LINGUA, CULTURA, SOCIETÀ ITALIANE. Discorso di apertura da parte dell’Ambasciatore italiano Stefano Maria Cacciaguerra Ranghieri e poi, fra coloro che hanno preso la parola, le spiegazioni del professor Claudio Cicotti, responsabile della sezione Lettere italiane dell’Université du Luxembourg.Quest’ultimo ha rivelato che questo progetto era in stand by da sette anni. Con soddisfazione ha spiegato come l’iniziativa nasce anche da una concreta richiesta di professionisti che da anni hanno chiesto non solo di imparare una lingua, ma anche e soprattutto la cultura del nostro Paese.

Nathalie Roelens, direttrice di studi, ha fatto un’ introduzione alla  serata, sottolineando che “sciacqueremo i panni non nell’Arno ma nell’Alzette” e Christine Schiltz, vicedecana della Facoltà di Lettere dell’UniLu, ha salutato con gioia la presentazione del primo corso di studi che riguardi una lingua non ufficiale in Lussemburgo, ma tuttavia così presente.

Saranno due semestri strutturati proprio per venire incontro a chi lavora. Sarà rilasciato un diploma universitario. Fra i temi: lingua, scrittura creativa, storia, geografia, teatro, letteratura, cinema. Previsti anche veri e propri laboratori. Oltre ai Cicotti e alla lettrice di italiano prof. Sibilla Cuoghi (in forza da anni nello staff didattico italiano dell’Université du Luxembourg) anche “penne famose” come Erri De Luca, Beppe Severgnini, Philippe Daverio, Paolo Crepet. Proprio la Cuoghi ha chiuso gli interventi entrando nel dettaglio dei temi.

Qualche anticipazione: si insegnerà, oltre alle classiche materie, anche gastronomia e immigrazione, media e differenze fra Italia del Nord e del Sud. Ed ancora di come gli italiani hanno influito nella cultura e nella società lussemburghese. È previsto anche un viaggio in Italia. La destinazione non è stata ancora stabilita. A sorpresa Cicotti ha detto che una lezione di un modulo che riguarderà l’italianità nel Granducato,  sarà dedicata alla stampa italiana in Lussemburgo…pensando proprio a PassaParola Magazine e con un ricordo alla celebre trasmissione TV “Buona Domenica”. Spiegato bene il motivo del numero limitato (20 partecipanti) proprio per salvaguardare interazione fra studenti e docenti e la qualità della formazione stessa. Anche se non si escludono evoluzioni in tal senso. Le valutazioni saranno fatte con esame scritto per le materie e premiazioni per gli atelier.

Per iscrizioni: qui

Altri articoli sull’argomento: qui 

Maria Grazia Galati

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