Ospitiamo la collega giornalista Paola de Benedictis che ci racconta i motivi per cui piace il film di Paolo Sorrentino, vincitore dell’Oscar come Miglior film straniero 2014.

 oscar

La Grande bellezza piace per gli stessi motivi per cui non piace. Perché parla di noi, della nostra parte più miserevole, quella che invano cerchiamo di nascondere dietro la porta della coscienza, come polvere. Oppure proviamo ad affogare e alla fine torna sempre a galla. Quando c’è godimento durante la visione, allo stesso tempo affiora la nausea.

Come se si assistesse alla messa in scena del perturbante freudiano, un qualcosa sentito ad un tempo familiare ed estraneo. Generatore, dunque, di angoscia e spaesamento.

La grande bellezza attraversa tutto l’arco esistenziale fino al liminare dei sessantenni, soglia del tramonto di una vita. Del futuro che comincia ad accorciarsi. “A 65 anni ho capito una cosa: di non avere più tempo per le cosa che non mi interessano”. Con queste parole Jep, il protagonista, si congeda dall’autoinganno di una vita. La grande bellezza è un demolitore. Pensiamo alla sequenza in cui il nostro eroe distrugge, con poche battute, la traballante immagine di sé che ha la 50enne-giornalista-donna-in-carriera-con famiglia-cuore-e-marito-amorevole. Tutte balle. Una pantomima di cui in fondo anche lei conosce la falsità ma messa per schivare il fallimento di una vita. La grande bellezza – se pure imperfetta e a volte vittima di luoghi comuni o lungaggini – è proprio a tali imperfezioni che deve la sua umanità ed il suo successo.

Insomma si tratta di un film pieno di difetti ma che può permetterseli tutti.

 

Paola De Benedictis, ‎giornalista, poetessa, sceneggiatrice e partigiana in prestito a Radiouno Rai

Potrebbe interessarti anche questo

Giornata mondiale dei rifugiati: in Lussemburgo cresce la preoccupazione per il nuovo Patto su migrazione e asilo

Giornata mondiale dei rifugiati 2026: le organizzazioni per la difesa dei diritti umani esprimono le loro vive preoccupazioni riguardo al recepimento del Patto europeo su migrazione e asilo In vista della Giornata mondiale dei rifugiati del 20 giugno, la Commissione…

Mente sana in… “lavoro sano”!

La Chambre des Salariés (Camera dei Lavoratori) propone interessanti workshop tematici durante la pausa pranzo, aperti a tutti. Si tratta di brevi sessioni informative/formative per il grande pubblico della durata di circa un’ora e mezza su vari temi socio-economici e…

L’armonia collettiva di Gaho e Kave: l’onda coreana tra Parigi, Milano e Amsterdam

Gaho, all’anagrafe Kang Dae-ho, non è solo la voce celestiale dietro i successi planetari delle serie TV coreane, ma un artista poliedrico che ha saputo evolversi da compositore “dietro le quinte” a icona del pop-rock.  Insieme alla sua band, i…

Oltre l’algoritmo: l’indagine sul sacro come atto di resistenza

In un’epoca dominata dal “pensiero computazionale” e dalla fredda logica delle Big Tech, l’essere umano rischia di smarrire la propria identità, scivolando da soggetto libero a oggetto statistico. È in questo scenario di “eclissi della ragione” che si inserisce “Indagine…