Caro Marco,

sei stato un grande motociclista per tutti, ma anche qualcosa di più. Figlio della terra dei motori e della simpatia, sei stato la genuinità su due ruote e hai portato un soffio di leggerezza e di semplicità nel circuito MotoGp. Avevi un sorriso sempre e comunque per tutti e col tuo modo schietto di affrontare le gare ti eri fatto tanti avversari, ma nessun nemico.

Malgrado il bene che ti vogliamo, oggi siamo tutti arrabbiati con te: ok, hai sempre cercato di arrivare primo al traguardo, ma non ti perdoneremo mai di essere giunto con tutto questo anticipo alla fine del tuo percorso.

Per dirla alla romagnola così capisci meglio:

‘A’t salût pataca, ma  diobo’, perché acsé prèst?’

(Ti saluto pistolone, ma per Dio, perché tutta questa fretta?’)

 

Re.Cecc.

 

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