Viviamo in un’epoca di accelerazione e liquefazione, dove i confini dell’identità, della politica e della razionalità stessa sembrano evaporare sotto i colpi della rete. Da un lato, la frammentazione del linguaggio di genere esplode in formule enciclopediche e rivendicazioni radicali; dall’altro, il tessuto democratico viene eroso da derive complottiste e spinte neoreazionarie che invocano la fuga dallo Stato. In questo scenario frammentato, sorge una domanda provocatoria: e se la teoria Queer più estrema e la psicosi collettiva di QAnon non fossero poli opposti, ma due facce della stessa medaglia?
È questa l’audace tesi al centro di Trump, Queer, QAnon e l’apocalisse, l’ultimo saggio di Silvio Maresca (Armando Editore, 2026). Con uno sguardo lucido e un metodo che unisce il rigore dell’analisi sociologica alla fenomenologia dei mondi digitali – dalle chat di Telegram ai forum più ermetici –, Maresca mappa la “trappola dell’identità” e la crisi del razionalismo occidentale. L’autore ci conduce in un viaggio che parte dalla decostruzione del Soggetto operata dal pensiero postmoderno per arrivare all’ideologia autoritaria delle nuove élite tecnocratiche, dove il dialogo democratico viene rifiutato e l’Europa rischia di trasformarsi in una preda geopolitica, vittima di una vera e propria colonizzazione psichica e tecnologica.

In questa intervista, Silvio Maresca ci aiuta a decifrare i codici di questa “apocalisse” culturale, spiegando come la delegittimazione della solidarietà e dei presidi democratici abbia spianato la strada al pensiero magico e alle nuove forme di tribalizzazione digitalizzata.
Nel dibattito attuale sulla fluidità e sui movimenti legati al genere, siamo passati dalla sigla LGB degli anni ’90 a formule enciclopediche come LGBTQQICAPF2K+. Questa frammentazione linguistica è un reale traguardo di inclusività o rischia di trasformarsi in una paradossale “tribalizzazione digitalizzata” che rende impossibile una sintesi politica e un fronte comune?
Il mondo queer è una coerente e legittima espressione del libertarismo occidentale. Ed è una fucina di nuovo pensiero, nuove emotività, nuova bellezza e arte. Ma ci sono anche aspetti estremi, e concordo con lei: c’è una trappola dell’identità, nel libro ce n’è uno spaccato, con gli oltre 100 generi sessuali, o le correnti otherkin che aspirano ad abbattere le barriere fra umano e animale con modalità che obiettivamente deprimono l’umano. La trappola è che la rivendicazione radicale di identità si rovescia sistematicamente in estremismo, chiusura aggressiva e impossibilità di qualsiasi visione politica di sintesi.
Il saggio evoca le tesi del neoreazionismo e di Nick Land in cui si teorizza l’idea della “Cattedrale” e la necessità della “Exit” (abbandonare la dialettica democratica e lo Stato). Dal punto di vista dell’evoluzione dei movimenti civili in Europa, questa rinuncia al confronto pubblico non rischia di spianare la strada a un nuovo autoritarismo mascherato da “libertà negativa”?
Certo, Land lo teorizza esplicitamente. Per lui lo stesso dialogo, la dialettica, la pluralità di opinioni sono il Male. Sono lo strumento di dominio della Cattedrale progressista. Il dialogo democratico deve essere cancellato. La democrazia deve essere sostituita da un dominio di élite. Land e con lui la nuova destra polverizzano ogni idea democratica di uguaglianza e giustizia. Per Land ad esempio “ogni cosa sussidiata è promossa”: e così cancella con un colpo di spugna secoli di cultura della solidarietà e redistribuzione. Non sono idee che rischiano di portare all’autoritarismo, sono l’ideologia autoritaria delle élite più potenti al mondo.
Nel testo si percepisce un netto cambio di passo quando l’analisi si sposta dalle teorie sociologiche (la de-genderizzazione, Judith Butler, Lacan) alla fenomenologia della rete (Otherkin, risvegli esoterici). Qual è stata la scintilla metodologica nella sua ricerca che le ha fatto comprendere che la teoria Queer più radicale e la psicosi complottista di QAnon non erano opposti, ma due facce della stessa liquefazione del razionalismo occidentale?
Decenni di elaborazioni “di sinistra” volte alla decostruzione del potere, del Soggetto, delle gerarchie, del conformismo, dell’universalismo hanno creato una fortissima tensione anti-sistema. Il “pensiero debole” ha abbattuto le barriere che arginavano i poteri forti. Nelle illusioni dei “decostruttori” doveva nascerne una società orizzontale e iperpluralista. Invece la delegittimazione di cultura e presidi democratici ha spianato la strada ai poteri forti, alle nuove destre, al populismo anti-potere. E al pensiero magico e complottista di QAnon.
Nella sezione finale del volume viene mappato l’universo delle chat e degli “iniziati” QAnon in Italia. Che tipo di sfide ha incontrato nella raccolta e nella validazione scientifica di materiale così volatile ed ermetico (come i “drop” nei forum o i messaggi Telegram) e come ha evitato il rischio di dare ulteriore sponda all’Information Laundering?
No, non direi che c’è un rischio di Information Laundering. Nel mio scritto QAnon è analizzata in chiave di irrazionalismo e pensiero magico. Come metodo ho seguito due strade: la ricerca di sondaggi di istituti altamente affidabili sulla consistenza quantitativa dei fenomeni, e un’osservazione “qualitativa” immergendomi nel mondo dei social e dei canali Telegram.
Nelle battute conclusive del libro, l’Europa viene definita «la preda geopolitica del mondo», incapace di controllare i propri asset digitali e schiacciata tra il dispotismo tecno-scientifico americano e i blocchi autoritari. Quale “contromisura culturale” o output operativo suggerisce il suo saggio per evitare questo scenario di colonizzazione psichica e tecnologica?
Un’analisi delle “contromisure” richiederebbe un altro libro! Qui mi sono limitato a indicare la centralità della pulsione antieuropea nel mondo trumpiano.
Elisa Cutullè
* QAnon è un vasto movimento cospirazionista di estrema destra nato negli Stati Uniti nel 2017. I suoi seguaci credono nell’esistenza di un “Deep State” (un governo occulto) composto da satanisti e pedofili che controllerebbe il mondo, e sostengono che l’ex presidente Donald Trump sia impegnato a smantellarlo (Fonte: Wikipedia)