In pochi lo sanno o comunque non conoscono nel dettaglio tutti gli aiuti economici di cui si può, fermo restando le giuste condizioni, usufruire se si risiede nel Granducato di Lussemburgo. Una conferenza organizzata pochi giorni fa dal Dipartimento Immigrati dell’OGBL ha fatto chiarezza

Ancora molti expat residenti non sanno che, fra Stato e Comuni, sono tante le possibilità di ricevere un sostegno economico per far fronte al costo della vita sempre più elevato in Lussemburgo. Per questa ragione lo scorso 16 giugno il Comitato Centro/Sûre/Moselle del Dipartimento Immigrati dell’OGBL ha organizzato una conferenza al fine di spiegare più nel dettaglio questi aiuti sociali. A parlarne ci ha pensato Natalie Georges, sociologa della Chambre des Salariés, presso la cui sede è stata organizzata la conferenza. Georges ha spiegato che oltre agli aiuti più noti (come, ad esempio quello per i figli a carico fino a 18 anni, allocations familiales – CAE), o quello – in tre rate – per quando si partorisce) ce ne sono anche  per chi ha figli/e affetti da handicap.

Ed ancora, molti non sanno che gli anziani che non riescono a pagare i costi dell’ospizio possono usufruire di un aiuto ad hoc (ComPa – Complément pour personnes agée).

Interessante è poi sapere che lo Stato lussemburghese mette a disposizione dei giovani un sostegno economico, anche se frequentano una scuola fuori dal territorio nazionale. La condizione è quella di essere comunque residenti nel Granducato e studiare in un istituto riconosciuto.

È poi stato spiegato come, a dispetto di false convinzioni, il REVIS (Revenue d’inclusion sociale) preveda molti limiti per il suo ottenimento e venga dato solo a determinate condizioni a seguito di severi controlli (onde evitare abusi). Oppure che l’aiuto per pagare l’affitto (che ora include anche un contributo alle spese energetiche) non è possibile ottenerlo se (anche pagando una determinata quota) il bene immobiliare abitato appartiene a uno o a entrambi i genitori.

Una nota a parte merita il cosiddetto Palim, ovvero un anticipo che viene dato a chi (solitamente sono le donne!) non riceve gli assegni famigliari che il giudice ha imposto al partner nel caso di coppia separata/divorziata. Importante è anche sapere che gli aiuti statali spesso sono cumulabili con quelli comunali, che consistono in sostegni (economici e materiali in ambito alloggio, salute, abbigliamento, prodotti alimentari e necessità primarie in genere). Sempre i Comuni mettono a disposizione dei genitori i cosiddetti chèques services, che consistono in un supporto specifico da utilizzare (solo) per pagare l’asilo o far frequentare ai figli attività ludico-didattiche. La sociologa ha terminato questa interessantissima e utile presentazione specificando che, in ogni caso, è bene non generalizzare perché ogni richiesta può/deve essere fatta ad hoc per chi la formula. Ha inoltre aggiunto che sia sul sito di FNS (Fond National de Solidarité) che su guichet.lu è possibile fare delle simulazioni (non impegnative) per conoscere meglio i propri diritti e doveri in tal senso.

Maria Grazia Galati

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