Vi portiamo dietro le quinte di uno spettacolo fuori dal comune. Da domani fino a sabato 20 giugno il Kinneksbond – Centre Culturel di Mamer ospiterà “Pizz’n’Zip”, il concerto scenico ideato per bambini e famiglie dai 5 anni e interpretato da Eleonora Savini (violino) e Federica Vecchio (violoncello); una produzione nata in seno al Lucerne Festival che da anni gira i palcoscenici e i festival di tutta Europa. Le due artiste, entrambe formatesi nei conservatori italiani e internazionali, hanno costruito uno spettacolo che mescola musica, teatro clownesco e improvvisazione, capace di parlare ad adulti e bambini insieme. Per l’occasione, le abbiamo intervistate
Che cosa significa questo titolo “Pizz’n’Zip”?
Il nome Pizz’n’Zip nasce da due elementi sonori che sono al centro dello spettacolo e del nostro modo di fare musica. “Pizz” rimanda al pizzicato, una tecnica tipica degli strumenti ad arco in cui la corda viene pizzicata con le dita anziché suonata con l’arco. “Zip”, invece, richiama il suono delle cerniere delle nostre custodie, che nello spettacolo diventano addirittura materiale musicale, trasformandosi in una vera e propria composizione ritmica. Il titolo racchiude, quindi, l’idea di un doppio linguaggio: da una parte la musica nella sua forma più tradizionale e rigorosa, dall’altra una dimensione più libera, giocosa e sperimentale. È proprio in questo equilibrio che si muove lo spettacolo: partire dalla classicità per aprirsi all’imprevisto, al gesto teatrale, al suono inaspettato e alla comicità.

Lo spettacolo gioca tutto sull’idea che “niente va come dovrebbe” durante un concerto classico: archi che mancano, cavi che non funzionano, una loop station che sembra sabotarvi apposta. Come avete costruito questo equilibrio tra il rigore della musica classica e la comicità clownesca, e cosa vi auguraste reagisse il pubblico di Mamer, tra adulti e bambini?
Il nostro percorso è nato dal desiderio di rendere la musica “visibile”, di dare forma concreta alle emozioni e ai colori che un brano può evocare. Siamo partite da un repertorio classico, scelto e affrontato in maniera tradizionale, ma con l’intenzione di proiettarlo in una dimensione teatrale. L’idea era quella di aiutare soprattutto il pubblico più giovane a entrare in contatto con la musica classica attraverso un linguaggio immediato, fatto di gesto, movimento, mimica e narrazione.
In questo modo, ogni brano è diventato parte di un vero e proprio canovaccio drammaturgico, in cui i nostri personaggi si trovano a passare da una situazione all’altra, spesso imprevedibile, sempre sostenuti dalla forza espressiva della musica. Ci piace che il pubblico possa reagire in maniera spontanea a ciò che accade in scena: ridere, sorprendersi, emozionarsi. E speriamo che, soprattutto per i bambini – ma anche per quegli adulti meno abituati a frequentare questo repertorio – questa combinazione di musica e linguaggio visivo possa rappresentare un primo approccio leggero, accessibile ma autentico alla musica classica.
Violino e violoncello, ma anche voce, movimento, recitazione e danza: il vostro duo nasce da percorsi musicali molto seri (Santa Cecilia, il Conservatorio della Svizzera Italiana, Perugia). Come vi siete incontrate e cosa vi ha fatto capire che insieme potevate inventare un linguaggio così diverso da quello con cui vi eravate formate?

Ci siamo conosciute suonando nello stesso gruppo rock di musica originale, nonostante entrambe avessimo una formazione classica molto solida. Questo incontro ci ha subito dato la possibilità di collaborare in un contesto creativo e anticonvenzionale. Entrambe avevamo già maturato esperienze nel teatro musicale, e da lì è nata l’idea di unire i nostri percorsi per creare uno spettacolo nuovo. Pizz’n’Zip è stato il risultato di questo incontro e, con il tempo, ha avuto la fortuna di essere accolto con entusiasmo sia in Italia sia all’estero.
Il vostro legame con il Lussemburgo non è nuovo: Eleonora ha già lavorato con la Philharmonie Luxembourg e con l’Escher Theater. Cosa significa per voi tornare nel Granducato, questa volta con “Pizz’n’Zip” e al Centre Culturel di Mamer, e cosa vorreste che restasse al pubblico dopo questa serata?
Per noi è motivo di grande orgoglio portare Pizz’n’Zip in Lussemburgo, perché questo spettacolo rappresenta il nostro debutto artistico come duo: è nato nel 2019 da una nostra idea creativa ed è stato sviluppato e affinato grazie anche allo sguardo attento e alla cura di Dan Tanson. Tornare nel Granducato, questa volta al Centre Culturel di Mamer, ha per noi un significato speciale.
Tornare nel Granducato, questa volta al Centre Culturel di Mamer, ha per noi un significato speciale. È sempre emozionante riportare qui un progetto così personale, anche perché il Lussemburgo è un luogo con cui abbiamo già costruito un legame artistico importante. La cosa più bella che continuiamo a scoprire è che la musica e la mimica sono linguaggi universali: riescono a superare i confini geografici e linguistici. È sempre sorprendente vedere come bambini di culture diverse reagiscano agli stessi stimoli, ridano negli stessi momenti e si emozionino allo stesso modo.
È lì che capiamo che il nostro lavoro crea davvero una connessione. Ed è proprio questo che speriamo resti al pubblico dopo lo spettacolo: il ricordo di un’esperienza condivisa, viva, capace di parlare a tutti senza bisogno di parole.
Intervista : Paola Cairo – Foto: Sébastien Grébille