Fisico, ingegnere, inventore e genio pluripremiato; con le sue creazioni ha rivoluzionato il mondo dell’informatica e con esso il nostro modo di vivere. Oggi, continua a guardare oltre e ci invita a farlo con lui. Un incontro riuscito, quello con lo scienziato Federico Faggin, organizzato il 5 maggio dall’Ambasciata d’Italia Lussemburgo e dalla Camera di Commercio Italo-Lussemburghese in occasione della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo 2026
Due ore intense, cominciate con la proiezione dello stupendo film RAI “ Federico Faggin, l’uomo che vide il futuro”, che ripercorre la vita e le invenzioni del fisico italiano (visibile su Rai Play https://www.raiplay.it/video/2025/03/Federico-Faggin-luomo-che-vide-il-futuro-089890ec-60ec-460b-91ef-0fb209c0c2bb.html) e seguite da un animato dibattito.
Faggin, come lui stesso afferma, ha avuto più “vite”. La prima, fondamentale, è l’infanzia e gli studi in Italia. Con determinazione, e in contrapposizione al padre, professore di filosofia, sceglie gli studi di perito per seguire il suo sogno di costruire aerei; successivamente completa la sua formazione all’Università di Fisica a Padova. “In Italia si insegnava a pensare con la propria testa, a capire le cose (…), ecco perché io pensavo in maniera nuova, perché non ero stato irretito a pensare in un certo modo ed avere delle conoscenze molto verticali. Avendo anche conoscenze orizzontali, ho avuto questo vantaggio: di vedere le cose.” Il primo impiego è all’Olivetti, dove a soli 19 anni progetta il suo primo computer.

La seconda vita arriva nel 1968, quando si trasferisce nella Silicon Valley “mi permetteva di fare cose nuove”. Voleva progettare circuiti integrati complessi e trova questa opportunità all’INTEL, dove sviluppa la Silicon Gate Technology e, da solo, crea il primo microprocessore (1971), “quando sono entrato non c’era niente, c’era uno schema a blocchi e basta (…), senza computer e progettazione assistita, ma avevo delle buone matite!”. Un’invenzione che ha rivoluzionato il mondo dei PC, segnando di fatto il passaggio dalla società industriale a quella informatica.
Conscio che i microprocessori erano il futuro e che bisognava continuamente innovare, propone all’INTEL di progettare subito nuove versioni, ma l’azienda non ha la sua stessa visione e tergiversa. Spazientito e frustato, Faggin lascia l’azienda e fonda la Zilog; comincia così la sua terza vita, diventando anche imprenditore. Libero da vincoli, sviluppa la Z80, il primo microprocessore di terza generazione che ha un enorme successo in tutto il mondo. L’INTEL, indispettita, prova ad ascriversi la paternità delle invenzioni da lui sviluppate durante gli anni che prestati presso di loro. Faggin non reagisce, perché “avrei perso un mare di tempo”, ma fortunatamente viene assistito dalla moglie e riesce a ristabilire la verità.
Metà Anni ‘80, quando il focus è sulle telecomunicazioni, crea la Synaptics, dove inventa i primi touch pad/touch screen, un’altra rivoluzione.
Negli stessi anni è forte l’interesse per le reti neuronali e comincia a studiare libri di neuroscienza e biologia per capire come funziona il cervello. È possibile costruire un PC cosciente? Faggin coglie la sfida e ci prova per due anni, per poi realizzarne l’impossibilità. Ma la curiosità resta. Curiosità che, unita ad una nuova consapevolezza, lo traghetterà verso la sua quarta vita.
“Avevo raggiunto tutti gli obiettivi che credevo mi avrebbero reso felice, però non ero contento. Mi sono accorto che facevo finta di essere felice”.
È in questo contesto che nel 1990 arriva l’esperienza più straordinaria della sua vita: una notte, durante una vacanza “ero nel letto, prima di addormentarmi, mi esce dal petto un’energia potentissima, un fascio di luce scintillante… che è Amore. Un amore così potente che non avevo mai provato! La cosa straordinaria è che l’Amore usciva da me, io sono Amore, questa energia ero io! Quindi la mia coscienza era in questo fascio di luce, io osservavo me stesso. Poi questo fascio di luce scoppia e in tutta la visuale c’era questa luce bianca che sapeva di Amore, ma anche di Gioia e Pace.”
Faggin ha raccontato che, attraverso questa esperienza, ha capito che la coscienza va ben al di là di quanto pensasse. Tuttavia, profondamente turbato, ha mantenuto per sé quanto accaduto, evitando di parlarne persino con la moglie. Gli sono voluti 20 anni per elaborare il fatto che la coscienza è fondamentale e a questa dedicare il resto della sua ricerca scientifica.
Capisce l’inganno dello “scientismo”, scienza che si è fatta religione e che riduce tutto alla materia. Al contrario, secondo la teoria di Faggin, che vi invitiamo ad approfondire nelle sue pubblicazioni*, “noi siamo campi quantistici, che hanno coscienza e libero arbitrio”. Il nostro corpo è uno strumento che usiamo per fare esperienza in questa realtà fisica. Siamo parte di un tutto, quindi per conoscere noi stessi dobbiamo anche conoscere l’altro, da qui la necessità di cooperare, piuttosto che di competere. Purtroppo, non è quello che sta accadendo, avverte Faggin. Così come per l’energia nucleare, il cui primo utilizzo fatto dall’uomo fu quello distruttivo della bomba atomica, ora la corsa dell’AI rischia di indirizzarsi alla costruzione di robot soldati.
Ancora una volta, quest’uomo straordinario dimostra di sapere vedere oltre e immaginare un futura nuovo. La nostra società, se vuole sopravvivere, deve operare un radicale cambiamento di rotta, “occorre unire scienza e spiritualità, poiché la materia è semplicemente l’inchiostro con cui la coscienza scrive l’esperienza di Sé”
Giovanna Agnello
* Bibliografia (fonte Wikipedia):
Federico Faggin, Silicio. Dall’invenzione del microprocessore alla nuova scienza della consapevolezza, Milano, Mondadori
Federico Faggin, Irriducibile. La coscienza, la vita, i computer e la nostra natura, Milano, Mondadori, 2022, ISBN 9788804739036
Federico Faggin, Oltre l’invisibile. Dove scienza e spiritualità si uniscono, Milano, Mondadori, 2024, ISBN 9788804791058
Federico Faggin, Paolo Scquizzato, Paolo Gamberini, Annamaria Corallo e Luciano Locatelli, Resurrezione. Fisica quantistica, teologia e mistica a confronto, prefazione di Alessandro Barban, Gabrielli Editori, 2024, ISBN 978-88-6099-589-6