Il coraggio di un artista italiano all’estero e il mercato del musical europeo

Ensemble Can Can – (c) Johan Persson

Il Moulin Rouge! Il Musical è molto più di un semplice spettacolo: è un’immersione totale nel lussurioso e romantico Belle Époque di Parigi. Con un allestimento scenico che toglie il fiato e una colonna sonora che abbraccia 160 anni di storia pop, da Offenbach a Lady Gaga, la produzione tedesca è un “colosso” che richiede talenti internazionali. Riccardo Rossini, performer italiano con una solida esperienza teatrale alle spalle, ha fatto il salto da un giorno all’altro, lasciando il successo in Italia per una scommessa vincente in Germania nel ruolo di Ensemble e Cover Baby Doll. Lo abbiamo intervistato per capire le sue motivazioni, il suo rapido passaggio a una carriera internazionale e le sue impressioni sul panorama musicale europeo.

Copyright: Grease Musical Italia

Riccardo, dopo quattro anni di carriera in Italia e un’esperienza importante, hai deciso di provare la Germania. Qual è stato il momento che ti ha convinto a lanciare l’audizione per Moulin Rouge!-il Musical?

Il mio interesse per la Germania era relativo all’inizio, volevo costruire la mia carriera in Italia. Poi, tre anni fa, feci un viaggio a Londra e vidi sette spettacoli in tre giorni, tra cui Moulin Rouge!-Il Musical. Ne rimasi abbagliato. Così, quando quest’estate è uscita l’audizione per la produzione tedesca, mi sono detto: “OK, proviamo per questo titolo stupendo”. Ho lanciato l’audizione quasi per caso, per gioco, tramite un sito specializzato. Step dopo step, la cosa si stava realizzando, e quando mi hanno chiesto di preparare la Cover Baby Doll, è stata una sorpresa inaspettata. La mia vita è cambiata da Italia a Germania nel giro di un mese: ho finito la tournée di Grease a marzo, e a maggio ero già qui.

Quali differenze sostanziali hai riscontrato tra il mondo del Musical in Italia — dove hai lavorato con la Compagnia della Rancia, una delle più importanti — e quello tedesco, in termini di possibilità e di visione artistica?

La differenza sostanziale, a mio parere, risiede nella cultura del pubblico e, soprattutto, nei fondi che il teatro alloca al Musical. Il pubblico italiano, semplicemente, non è ancora pronto a investire soldi per vedere e promuovere uno spettacolo di questo calibro. La spettacolarità incredibile di Moulin Rouge!-Il Musical è data in primis dai soldi, dai fondi e dalla fiducia che le persone hanno nel venire a vedere un intrattenimento di alto livello. A livello di arte e performer, l’Italia non manca di nulla; anzi, le menti creative e i performer italiani sono incredibili. Manca la base finanziaria. In Italia, a volte si va “oltre” le possibilità a disposizione, mentre in Germania c’è la possibilità di creare un colosso.

In un’ottica di collaborazione musicale interculturale e di panorama europeo, il successo di Moulin Rouge! in Germania sembra rappresentare un punto di riferimento. Come vivi questo aspetto?

Assolutamente. Essere qui in Germania, in un cast internazionale, dimostra che il talento italiano può competere ad altissimi livelli. Il panorama musicale europeo, in questo senso, vede la Germania come un mercato maturo e di grande investimento. Se in Italia nascono prodotti stupendi, il salto verso un’esperienza internazionale e di questo target si fa qui, dove è possibile portare in scena uno spettacolo di questa portata, con scenografie, costumi e orchestra che sono il risultato di un’enorme fiducia finanziaria. Questo mercato crea l’opportunità per artisti di diverse culture di lavorare insieme per un prodotto grandissimo, una vera “famiglia” di artisti di talento. Sono felicissimo di aver cambiato vita e di far parte di questo spettacolo.

Elisa Cutullè – Foto: 07 – MRDM – Ensemble Can Can – (c) Johan Persson

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