Ogni estate Offenbach am Main (cittadina tedesca a pochi chilometri da Francoforte) si anima con i suoni, i sapori e i colori del Giappone grazie al Main Matsuri, il festival dedicato alla cultura nipponica in Germania. Dal 15 al 17 agosto 2025, lo storico Büsing-Palais si è trasformato ancora una volta in un palcoscenico vivace di musica, danza, gastronomia, cosplay, workshop e scambi culturali. Giunto alla sua terza edizione, il Main Matsuri si è già affermato come uno degli appuntamenti di punta della stagione estiva, tanto da ricevere nel 2024 il riconoscimento ufficiale del Ministro degli Esteri giapponese per il suo ruolo nella diffusione della cultura giapponese all’estero
Tra i momenti più attesi dell’edizione di quest’anno c’è stato l’arrivo di un ospite speciale dal Giappone: Kotomen (Yoshiaki Okawa), virtuoso del koto (strumento musicale tradizionale giapponese a corde, noto per la sua eleganza e il suo suono delicato, ed è considerato lo strumento nazionale del Giappone, ndr), capace di fondere la più autentica tradizione con sorprendenti innovazioni visive e musicali. Nato a Fukushima, Kotomen ha conquistato per due volte il primo premio del più prestigioso concorso nazionale giapponese dedicato al koto, ottenendo anche il riconoscimento del Ministero dell’Istruzione, Cultura, Sport, Scienza e Tecnologia. Le sue esibizioni non sono soltanto esperienze musicali, ma veri e propri spettacoli visivi, grazie anche ai costumi che egli stesso disegna per esaltare la propria cifra stilistica.

La sua carriera ha già oltrepassato i confini del Giappone: Kotomen si è esibito in più di 14 Paesi, calcando palcoscenici di fama mondiale come la Carnegie Hall, e raggiungendo nel contempo un vasto pubblico online con oltre 40.000 follower e più di 100 milioni di visualizzazioni delle sue performance. Gli appassionati di anime riconosceranno il suo tocco anche nella colonna sonora di One Piece: Arco di Wa no Kuni, dove ha contribuito con parti di koto.
In occasione del Main Matsuri 2025 abbiamo avuto l’opportunità di incontrarlo per parlare del suo percorso artistico, della sua visione di unire tradizione ed espressione contemporanea, e delle impressioni raccolte durante la sua tournée in Germania.
Sappiamo che disegni personalmente i tuoi costumi. Da dove trai ispirazione e segui un processo preciso nella loro creazione?
Yoshiaki: Sì, è vero. L’ispirazione arriva soprattutto dai film e dalla musica. Mi rifaccio quasi sempre allo stile tradizionale giapponese, il cosiddetto vagan. I costumi sono parte integrante delle mie esibizioni: voglio creare un’esperienza speciale per il pubblico e trasmettere entusiasmo.
Ti sei dato la missione di far conoscere la musica tradizionale giapponese a un pubblico più vasto. Come è nata questa idea?
Yoshiaki: Il mio strumento ha più di cento anni di storia. Ho iniziato a studiarlo da giovane, ma al liceo non mi piaceva affatto. Solo con la pratica costante ho imparato ad amarlo. Suonare il koto oggi riempie il mio cuore di gioia. Due anni fa ho iniziato a viaggiare per il mondo con l’obiettivo di farlo conoscere ovunque.
Hai detto che ti sorprende sempre il calore con cui il pubblico straniero accoglie la tua musica. Perché pensi che piaccia a così tante persone diverse?
Yoshiaki: Credo che sia merito della musica stessa. Ha il potere di toccare le emozioni di chiunque.
Hai sperimentato vari generi musicali. Qual è stato il più difficile, e c’è un genere che vorresti ancora esplorare?
Yoshiaki: La sfida più impegnativa per me ora è la musica classica. Sto studiando brani molto complessi. In futuro vorrei arrangiare più canzoni pop, magari di artisti come Lady Gaga, che ammiro molto. Il mio obiettivo è portare gioia a chiunque ascolti il koto.
Come è nata la collaborazione con Etoile Prince?
Yoshiaki: È iniziata quattro anni fa, durante la pandemia. L’ho conosciuto su Instagram: mi ha affascinato che suonasse brani tratti da anime e dal mondo Disney.
Sei stato ormai più volte in Germania. Cosa ti ha colpito della cultura locale?
Yoshiaki: Amo la Germania. Quest’anno sono stato anche in Irlanda, dove ho incontrato musicisti che suonavano strumenti tradizionali. È stato bellissimo vedere quanto le persone siano aperte a musiche provenienti da altre culture. Mi piacerebbe un giorno suonare anch’io alcuni strumenti irlandesi.
Il koto è uno strumento molto grande e pesante. È difficile portarlo in tournée?
Yoshiaki: Sì, non è semplice. Ho bisogno di una custodia speciale per trasportarlo in aereo in sicurezza.
Dopo la Germania seguono le performance in Italia. Quali erano le tue aspettative e cosa farai in seguito?
Yoshiaki: Mi sono esibito in un ristorante giapponese e sono stato felicissimo di vedere le persone apprezzare il koto. Era la mia prima volta in Italia. A ottobre saremo invece in Corea per nuovi concerti. Non vedo l’ora.
Elisa Cutullè