Palazzo Reale dedica fino al 20 luglio una retrospettiva a Leonor Fini (Buenos Aires, 30 agosto 1907 – Parigi, 18 gennaio 1996) dal titolo “Io sono Leonor Fini’’

Chi è Leonor Fini? Un’ artista eclettica, geniale, generosa, fantasiosa, piena di grinta, innovativa, fuori dagli schemi, che crede fermamente in se stessa, come recita il titolo della mostra.Bellissima, con una massa di.capelli ricci che le incornicia il viso, gli occhi neri, un portamento fiero, Leonor Fini ha raffigurato donne perché, come amava dire: ” Le donne sono una proiezione di me stessa”. Infatti, ci sono molti suoi autoritratti.

Quando era bambina la madre la travestiva da maschio per far sì che il padre non la rapisse; e questa idea del travestimento come simbolo di cambiamento continuo l’ ha portata avanti nel tempo. Il suo simbolo è la Sfinge: immobile, ambigua, che rievoca la figura matriarcale. La sua pittura è un mix di stili nel quale si riconoscono Durer piuttosto che Bosch, come nell’opera “Le streghe”, dove queste donne con espressioni satiriche, fluttuano in una dimensione infernale rosso fuoco; oppure Goya, De Chirico e Dalì. Viene spesso definita “surrealista”, ma lei si distacca da questa definizione. Il suo è un mondo elegante, fantasioso, in cui la realtà si fonde con l’arte.

Le donne eleganti e altere da lei ritratte (spesso autoritratti) rappresentano il suo alter ego: magari dea, trasformista, sempre molto sensuale. Leonor è così quando fa il suo ingresso nelle feste “glamour” dell’epoca, solo per farsi notare; o quando lei stessa da feste in maschera, per evidenziare il suo narcisismo. Sopravvive sempre, anche alle tragedie, come nel bellissimo, tragico e suggestivo quadro “Il confine del mondo” dove si è raffigurata mentre affiora in un mare di morte e di dolore. Leonor si immedesima perfettamente in quel modo di vivere trasgressivo tipico del periodo. Per tutta la vita vive un “menage a trois” con due uomini, è amica di bisessuali e di gay e ha una concezione molto contemporanea di “fluidità” della persona. Gli uomini vengono raffigurati poco: spesso, quasi, “dominati” dalle donne.

Il suo mondo è popolato di figure di vario genere e di animali, in particolare di gatti, che lei ama molto, ritenendoli magici.  Anche lei ha un animo felino: a volte usa maschere raffiguranti gatti per nascondersi. A questo proposito, molto particolare è il quadro che raffigura donne e gatti insieme.

Leonor Fini è stata anche una scrittrice e una valida costumista di teatro e cinema. Suoi sono gli abiti di “Norina” ne “Il credulo” di Domenico Cimarosa, come anche gli abiti per film “8 1/2” di Fellini. Sempre nell’ambito moda-costume ha disegnato per Schiaparelli la bottiglia del profumo “Shocking ». Un personaggio unico nel panorama artistico del ‘900: una donna che si è mossa con disinvoltura nel suo tempo, è andata oltre gli schemi e ha affermato la propria identità, paradossalmente, attraverso le trasformazioni della sua vita.
Anna Violante (testo e foto)

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