Il Salone del Mobile di Milano ha chiuso la sua edizione 2026 con oltre trecentomila presenze provenienti da ogni angolo del mondo. Visitatori di più di 160 Paesi hanno mostrato interesse per questo evento “cult”, diventato ormai un punto di riferimento importantissimo nel mondo per il settore industriale e del design. Ce ne parla anche la sua presidentessa.

Successo confermato e rinnovato per questa edizione conclusasi pochi giorni fa. Per quanto riguarda gli operatori del settore, invece, pur registrando la forte assenza del mondo arabo per le note vicende belliche, la percentuale di operatori esteri non si è discostata di molto rispetto alla precedente edizione, per via di un ulteriore
incremento della presenza cinese. In crescita anche il numero degli operatori europei, con in testa la Germania e a seguire la Spagna, l’Austria, il Belgio, la Francia e una “new entry”: la Polonia. Per il mondo extra UE, in aumento gli operatori britannici, canadesi, messicani e sud-coreani. Manca il contributo di presenze dei Paesi arabi. Nonostante ciò, l’edizione 2026 ha confermato di questa kermesse il ruolo importantissimo internazionale e di promozione e propulsione di nuove opportunità, in un processo circolare che attinge dalle nuove proposte le idee per nuovi contenuti e programmi futuri, coniugando felicemente il mondo del concept progettuale e del design con il mondo della produzione e della ottimizzazione-esecuzione del prototipo in grande
scala, pronto per essere immesso nel mercato internazionale. Al microfono di PassaIl timore. In una recente intervista post-salone, Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile, Milano, ha dichiarato che “l’evento è stato un successo di tutta la filiera: un risultato di squadra, di visione condivisa, di dialogo tra mondi diversi che qui
trovano una sintesi concreta. Il Salone non si limita a riunire il mondo del progetto: lo mette in movimento. Trasforma presenze in relazioni, contenuti in opportunità, complessità in direzione. Il dato internazionale, la crescita dei mercati esteri e il lavoro costruito durante tutto l’anno confermano il ruolo del Salone come infrastruttura strategica per accompagnare la filiera nei processi di internazionalizzazione”
, rafforzando il primato del design italiano nel mondo. Un ulteriore tema affrontato nel programma strategico dell’evento è stato quello – ancora una volta – della SOSTENIBILITÀ , avendo il merito di definire criteri sempre più vincolanti ed impegnativi per i produttori, ma imprescindibili per il rispetto globale di tutta la filiera: dall’operatore alle politiche ambientali che riguardano l’intero pianeta.
Un mondo a parte riguarda il Fuori salone, vetrina di eventi che richiama visitatori anche prima e dopo la manifestazione. Un appuntamento che da qualche anno, si tiene nei più bei palazzi, corti e giardini del centro di Milano e prepara un terreno decisamente stimolante per coniugare il contenuto dell’evento, che è e rimane il pezzo di design, con il nobile spazio che lo accoglie: un tema molto vicino alla disciplina degli allestimenti museali, che prendono a riferimento i più grandi museografi italiani come Franco Minissi, Carlo Scarpa, Massimo Carmassi, per citarne alcuni.

Giuseppe Giannini

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