Lo si incrocia spesso nel quartiere di Bonnevoie (Luxembourg-ville). Sorriso aperto e criniera grigia, il regista, sceneggiatore e produttore italo-lussemburghese che per primo ha raccontato l’appartenenza degli italiani al Lussemburgo con “Terra mia” e “Terra mia Terra nostra” e il tema dell’emigrazione con “Io sto bene” fa il punto con noi sui suoi prossimi progetti. E ci anticipa l’uscita del documentario sullo storico Circolo Ricreativo e Culturale “E. Curiel”, baluardo della sinistra italiana nel Granducato

Sei tornato da poco da Cannes. Cosa ha portato Tarantula sulla Croisette? Quali sono le impressioni? Puoi fare un bilancio?

Un bilancio di Cannes piuttosto positivo, abbiamo incontrato nuovi potenziali partner che, spero, ci guideranno verso nuovi progetti nei prossimi mesi. Abbiamo anche approfittato del Festival per consolidare i nostri progetti in corso. Siamo tornati anche con una buona notizia, poiché siamo finalisti per il premio CinEuro, che premia ogni anno un progetto di lungometraggio di finzione e un progetto di lungometraggio documentario in fase di sviluppo. “Capitales Europe – la bataille des sièges“, che realizzerò, è tra i due finalisti della sezione documentari. Abbiamo ora un appuntamento il 3 luglio prossimo durante il Forum Alentours a Strasburgo, dove presenteremo il progetto con i nostri partner di produzione Cerigo Films.

Film in lavorazione, lungometraggi e cortometraggi in distribuzione: qual è la parte del tuo lavoro che ti piace di più e quale quella che ti dà più soddisfazione?

Tutte le fasi di realizzazione di un film sono essenziali. Mi piace seguire un progetto fin dal suo sviluppo fino alla sua uscita nelle sale e la sua condivisione con il pubblico.

Come vedono i francesi il cinema lussemburghese?

Il professionalismo del settore cinematografico lussemburghese è sempre più riconosciuto a livello internazionale e in particolare dai nostri vicini. Il numero di coproduzioni e di film di registi nazionali selezionati nei grandi festival lo dimostra. Quest’anno, il film “All we imagine as light”, coprodotto dai nostri amici di Les Films Fauves, ha addirittura ricevuto il Gran Premio in competizione a Cannes e Vicky Krieps, che non ha bisogno di presentazioni, faceva parte della Giuria Un Certain Regard. Questo offre una visibilità mondiale per il nostro paese e il nostro lavoro.

Cosa c’è nel futuro di Donato Rotunno?

Attualmente sono nel pieno del montaggio del mio ottavo documentario: La Fourchette à gauche, che ripercorre la storia del Circolo Ricreativo e Culturale “E. Curiel” del Granducato di Lussemburgo e come il luogo, con le sue sembianze di trattoria, abbia avuto una grande influenza sulla vita politica e culturale del Lussemburgo. Dovremmo essere in grado di presentarlo al pubblico entro la fine dell’anno. In parallelo, come menzionato sopra, siamo in fase di sviluppo del mio futuro documentario in coproduzione con la Francia: “Capitales Europe – la bataille des sièges“, le cui riprese dovrebbero iniziare a fine 2024-inizio 2025.

Intervista raccolta da Paola Cairo

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