In scena sabato 14 ottobre alle ore 20 presso il Centro Culturale Altrimenti lo spettacolo Un Democratico, di Julie Timmermann: attrice, sceneggiatrice e regista francese. E la storia (vera) di Edward Barnays, nipote di Freud, teorico della propaganda e della manipolazione delle masse. L’evento è organizzato da Convivium, A.N.P.I. Lussemburgo e Altrimenti, con il sostegno di Circolo Curiel, Fondazione Cavour e Associazione Culturale Lombardi Lussemburgo. In attesa di vederlo abbiamo dato la parola al regista Daniele Squassina (che dirige La Compagnia dei Teatranti), il quale aspetta di incontrare il pubblico, anche se, come dice lui, “nello spazio di un respiro…

Come nasce questo progetto teatrale?

Nasce prima di tutto da curiosità, dalla voglia di incontrarmi con tematiche che mi sappiano coinvolgere, oggi, nel territorio e nella realtà in cui mi trovo a vivere.

Poi mi sono imbattuto nel testo di Julie Timmerman, Un Democratico; che ha rivestito di preoccupata inquietudine il mio sguardo sul vivere comune. Poi il caso: la promessa fatta al parroco di offrire la possibilità a gente non più giovanissima di fare un po’ di teatro; lettura scenica, per carità, niente paura! Quando, dopo un mese di prove, inviavo all’autrice il testo tradotto chiedendole il permesso di tradurre, le ho scritto di ritenere il suo testo “urgentemente necessario”. Continuo a pensarlo.

Cosa vuole dire oggi essere democratico?

Sorrido. E penso a Giorgio Gaber: “Libertà è partecipazione”. E questo già basta, credo. Ma intendiamoci: libertà non tanto da godere, ma da conquistare, giorno per giorno, semplicemente, con il proprio lavoro, per sé e per gli altri; perciò non tanto “libertà da”, ma “libertà per”. E partecipazione non come bella possibilità, ma come quotidiano dovere. E a questo punto bisognerebbe parlare di un sistema politico che non solo in Italia, ma a livello mondiale sembra limitare sempre di più la partecipazione dei cittadini (per esempio, da noi gli eletti solo raramente sono espressione del territorio, ma sono in genere designati dalle segreterie di partito). Perciò per me essere democratico significa vivere liberamente, per quello che sei e con quello che fai, la propria partecipazione alla costruzione del bene comune.

Cosa ti aspetti dal pubblico di Lussemburgo?

Che nutrano la stessa voglia di incontrare noi, come noi di incontrare loro. È una realtà che non conosco, il Lussemburgo. Ci incontreremo, in fondo, lo spazio di un respiro. Per questo spero tanto che i loro volti siano per me trasparenti alle loro storie. Grazie.

Maria Grazia Galati

Per informazioni e biglietti: altrimenti.lu

Chi è Daniele Squassina

Attore e regista, inizia la sua attività negli Anni Settanta, alternando una lunga carriera teatrale a esperienze per cinema e TV. È tra i fondatori dell’associazione teatrale Willyco.

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