E’ toccato a Le Comte Ory – nuova produzione firmata dal regista argentino Hugo De Ana con il ritorno in scena del tenore superstar Juan Diego Florez in uno dei suoi cavalli di battaglia -inaugurare il 9 agosto la 43a edizione del Rossini Opera Festival alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, riaperta completamente al pubblico e senza limitazioni dopo circa due anni

Per De Ana – che firma regia, scene e costumi – si tratta di un ritorno dopo trent’anni: nel 1992 curò uno storico e visionario allestimento di “Semiramide”.
Fin dalle prove la messa in scena si è preannunciata divertente e colorata, un gioco degli equivoci e di travestimenti tra sacro e profano, grazie anche al gioco di luci di Valerio Alfieri.
Per alcuni, però, Ana ha confezionato uno spettacolo all’insegna dell’assurdo totale, paragonato più a Helzapoppin (film comico musicale del 1941, diretto da H.C. Potter e ispirato direttamente all’omonima rivista messa in scena a Broadway: un insieme di gags, di trovate esilaranti, di numeri comici divertentissimi) che alle opere del francese Feydeau che è per molti versi il creatore di quel genere di commedie che in Italia sono state battezzate col nome francese di pochade, commedia brillante, tra il farsesco e il licenzioso) e che in Francia, invece, si definiscono vaudeville con scene ispirate al pittore Hyeronimus Bosch: piante antropomorfe, dinosauri e uccelli giganti nei momenti culminanti.
Così è stato: risate a non finire, applausi a scena aperta per le arie più difficili ed alla fine quasi 15 minuti di battimani (e anche di piedi come è tradizione a Pesaro).
Un’accoglienza trionfale soprattutto per la parte musicale dello spettacolo, guidato da vero mattatore dal peruviano Florez (che ricopre anche la carica di direttore artistico del ROF) in stato di grazia nel ruolo del titolo, caratterizzato da ‘una vocalità tenorile fiorita e impervia’.
Assieme a lui figurano nel cast Julie Fuchs, Nahuel Di Pierro, Maria Kataeva, Andrzej Filonczyk, Monica Bacelli e Anna-Doris Capitelli (repliche 12, 16 e 19 agosto).


Trascinante è stata giudicata la direzione dell’Orchestra Sinfonica della Rai e del Coro del “Ventidio Basso” (curato da Giovanni Farina) da parte di Diego Matheuz che appartiene alla prima generazione di bravi musicisti emersi da ‘El Sistema’, il modello didattico musicale, ideato e promosso in Venezuela da José Antonio Abreu che consiste in un ‘sistema di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini di tutti i ceti sociali’.
Ricordo a me stessa che il Sistema è stato promosso nel 1975 dalla F.E.S.N.O.J.I.V., ente statale che si è occupato della gestione e promozione di oltre 125 orchestre e cori giovanili, 30 orchestre sinfoniche e dell’educazione di oltre 350.000 studenti in 180 nuclei operativi sul territorio venezuelano.

Il festival è proseguito il 10 agosto con la ripresa al ‘Rossini’ de ‘La Gazzetta’ nel fortunato allestimento di Marco Carniti che riscosse gran successo al Rof 2015 (Carlo Rizzi dirige l’Orchestra Sinfonica G. Rossini e il Coro del Teatro della Fortuna preparato da Mirca Rosciani). Tra gli interpreti Carlo Lepore, Maria Grazia Schiavo, Giorgio Caoduro, Martiniana Antonie (repliche 13, 15 e 18 agosto).
L’11 agosto alla Vitrifrigo Arena ha debuttato la terza opera: ‘Otello’, diretta da Yves Abel, alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del Coro del ‘Ventidio Basso’. E’ messa in scena da Rosetta Cucchi, con le scene di Tiziano Santi, i costumi di Ursula Patzak e le luci di Daniele Naldi. Nel cast, Enea Scala, Eleonora Buratto, Evgeny Stavinsky, Dmitry Korchak, Antonino Siragusa (repliche 14,17 e 20 agosto).
In cartellone anche Il Viaggio a Reims dell’Accademia Rossiniana (13 e 15 agosto), quattro concerti lirico-sinfonici, due concerti di belcanto, il ritorno del divertissement “Rossinimania” (intrattenimento musicale ideato da Sergio Ragni con attori e cantanti). In chiusura, il 21 agosto, un gala celebrativo per i 40 anni di Pier Luigi Pizzi al Rof, “Tra rondò e tournedos” che sarà videoproiettato in piazza del Popolo a Pesaro. Vi aspettiamo.

Paola Cecchini


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