Alcuni utenti ci hanno avvertito che, recatisi presso la sede del Patronato Acli di Howald per espletare le pratiche pensionistiche, hanno trovato le serrande abbassate. Ci siamo informati sulla situazione

La redazione ha saputo che la sede del Patronato INCA-CGIL di Esch-Alzette ha accolto, nelle ultime tre settimane, anche numerosi utenti provenienti dal Patronato Acli, i quali, recatisi a Howald, negli uffici siti al no.1, di rue Sangenberg avevano trovato la sede chiusa. Inoltre, alcune telefonate sono giunte in redazione da parte di persone che cercavano delucidazioni circa questa chiusura insolita dopo le vacanze natalizie.

Nei giorni successivi abbiamo cercato di avere maggiori informazioni.

Il responsabile del Patronato Marco Franchetti, nonché operatore della sede di Howald, raggiunto telefonicamente ci ha informato che l’ufficio aveva chiuso all’improvviso e di non avere istruzioni sul da farsi.

Dopo un veloce sopralluogo di verifica, abbiamo trovato serrande abbassate e un numero di telefono da chiamare. La persona che risponde al numero affisso sul post-it della cassetta postale, ci ha detto che, essendo scaduto il contratto d’affitto, si cerca una nuova sede.

Inoltre abbiamo saputo che l’operatore responsabile ha ricevuto una lettera di licenziamento da Roma…Ci allarmiamo perché se l’operatore è stato licenziato c’è in ballo non solo la riapertura dell’ufficio del Granducato ma anche la perdita di un posto di lavoro.

Senza richiamare Franchetti che ci aveva già avvertito che, a tutela dei suoi interessi e diritti, non ci avrebbe detto di più cerchiamo un contatto alle Acli Nazionali, in Italia.

Ci risponde Matteo Bracciali, vice-presidente della Federazione delle Acli internazionale che ci conferma sia la chiusura degli uffici a causa della scadenza del contratto d’affitto sia l’interruzione del rapporto di lavoro con l’operatore”.

“C’è una riorganizzazione in corso: stiamo cercando una nuova sede – ha affermato il responsabile –  e il contratto di lavoro è stato interrotto. Provvisoriamente abbiamo spostato una parte di back up nella sede del Circolo di Esch-Alzette e contiamo di riaprire gli uffici del Patronato entro la fine di febbraio”. Bracciali ci conferma che il nuovo presidente delle Acli- Lussemburgo è stato nominato nella persona di Mario Tommasi, succeduto a Stefania Cavagliano.

“Tommasi e gli altri volontari dei Circoli sono stati coinvolti  nella ricerca di una sede adatta, che in Lussemburgo, considerando i prezzi degli affitti, non è una cosa facile. L’intenzione è comunque di riaprire una sede nella capitale del Granducato” – conclude Bracciali.

Non abbiamo commenti da parte dell’operatore, ma ci auguriamo che Franchetti venga tutelato.

Ricordiamo, per dovere di cronaca, che il Patronato è un soggetto giuridico riconosciuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali italiano che svolge, anche all’estero, servizi di pubblica utilità attraverso attività di consulenza in materia di assistenza e previdenza sociale, infortuni e malattie professionali. I Patronati, sono dunque, imprese sociali con un proprio organigramma. Mentre i Circoli delle Acli sono associazioni di volontari che svolgono attività sociali e culturali.

Intanto il sito, che normalmente è il primo modo per contattare l’associazione, non è aggiornato. Collegandosi a www.acli.lu c’è un’immediata finestra che avvisa i soci che le attività dei Circoli (Esch-Alzette, Differdange, Ettelbruck) sono sospese per la crisi sanitaria (di seguito il testo):

Si avvisano i gentili soci delle ACLI che, su indicazione del governo lussemburghese a causa del manifestarsi del virus COVID-19, le attività dei 4 Circoli sono sospese sino a nuovo avviso. Siamo certi che comprenderete alla luce della grave crisi sanitaria che ci coinvolge!

Sarà ancora così? Inoltre, la notizia della momentanea chiusura della sede di Howald non viene comunicata e, i nomi delle nuove cariche, non sono stati aggiornati. Non essendoci ulteriori comunicazioni ufficiali da parte delle Acli gli utenti che vanno a Howald rischiano di fare un buco nell’acqua.

(Paola Cairo)

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