Lo scorso 11 ottobre, in occasione della Giornata della Commemorazione nazionale dedicata alle vittime delle guerre, Lussemburgo ha scelto quest’anno di rendere omaggio agli “Spueniekämpfer” delle Brigate Internazionali: gruppi di volontari stranieri partiti da più di 50 Paesi di tutto il mondo, tra cui il Lussemburgo, per appoggiare l’esercito repubblicano durante la Guerra Civile Spagnola (1936-1939) e combattere le forze nazionaliste comandate dal generale Francisco Franco.

Foto: Antoni Montserrat Moliner

Una placca sul piedistallo che sorregge la Gaëlle Fra, il monumento alla rimembranza situato in Place de la Constitution a Luxembourg-ville, per ricordare i più di 100 uomini partiti dal Granducato- molti dei quali appartenenti al contesto operaio (quartiere Minett) già politicamente attivi nei partiti di sinistra, spesso anche con storie di migrazione alle spalle – che partirono e morirono in Spagna.

Preziose sono state le parole di Paca Rimbau, presidente dell’associazione Amici delle Brigate Internazionali di Lussemburgo, che hanno accompagnato la posa della placca commemorativa. La presidente ha affermato la volontà comune di onorare i combattenti della guerra in Spagna e ricordare ai giovani che il desiderio di pace, basato sul rispetto del pluralismo e la solidarietà, sono valori da coltivare sempre attraverso la resistenza contro ogni tipo di ingiustizia. Con l’augurio che il verbo “resistere” non venga mai coniugato al passato.

Tantissimi anche gli italiani che hanno combattuto contro il fascismo a fianco del Frente Popular in Spagna in quella che è diventata poi la Brigata Garibaldina, a memoria del fatto che la libertà e la democrazia non conoscono confini.

E su questa riflessione è intervenuto anche il Primo Ministro Xavier Bettel, citando il monumento Kaddish in memoria delle vittime lussemburghesi della Shoah, situato in boulevard Roosevelt  e sottolineando che, purtroppo, l’odio e l’intolleranza sono sentimenti ancora spaventosamente attuali e che, dopotutto, l’unica intolleranza ammissibile è quella contro l’intolleranza stessa.

Sara Di Iorio

Potrebbe interessarti anche questo

L’integrazione culturale attraverso il premio Nobel Grazia Deledda

Il Centro di Studi Italiani dell’Università del Saarland ha ospitato, qualche giorno fa, il seminario dedicato a “Canne al vento”. Attraverso l’analisi del testo didattico curato da Cinzia Marongiu, Tania Sanna e Laura Medda, emerge come la grande letteratura rappresenti…

A Saarbrücken torna il festival “Blue Music for a Blue Planet”

Riflettori puntati sulla sedicesima edizione della rassegna transfrontaliera. Tra sonorità latin, sfumature blues e la centralità della chitarra, spicca la sinergia artistica tra l’Italia, il Lussemburgo e la Saarland, oggi unita anche da un profondo legame generazionale. Il cuore pulsante…

La Chambre des Salariés esprime le sue riserve sull’adeguamento degli aiuti sociali

Difendendo i diritti di dipendenti e pensionati, la CSL esprime pareri importanti sulle scelte del governo. Scopriamo come si è espressa in merito alle nuove decisioni che riguardano gli aiuti contro il caro-vita La Chambre des Salariés (CSL) rappresenta gli…