cover_giugno2021

Sono passati circa 14 mesi dall’inizio di un incubo globale battezzato con un codice e due cifre. Prima i mesi dello sgomento, poi quelli della chiusura totale, poi è stato il tempo dell’illusione e dopo ancora della seconda ondata. Si è poi giunti alla speranza: il vaccino. Per qualcosa che (prima o poi, si spera!) finisce, c’è qualcosa che comincia. Che ci fa sperare, che ci aiuta a ricominciare. Dal danno alla soluzione. In questi 14 mesi tutti a domandarsi: quando finirà? quando passerà? Arrivato il vaccino, di nuovo tutti a domandarsi: quando avremo dosi per tutti? quando avremo l’immunità di gregge? Ora che siamo in piena fase vaccinale ecco di nuovo le domande insistenti e trafelate: quando potremo viaggiare senza tampone? quando potremo togliere la mascherina? Domande, tutte, che tradiscono l’impazienza e che spesso, non raccogliendo (ovviamente) risposte precise e definitive, collocano gli addetti ai lavori sulla gogna.

Perché questo virus, più ancora che ammalarci, ha mostrato il male che già avevamo coltivato in un contesto sociale e culturale viziato. Viziato dal benessere e dalla libertà. A cui eravamo talmente abituati da crederlo scontato. Ora, che ci avviciniamo all’estate e virologi vari ci invitano alla prudenza, molti di noi scalpitano, sbuffano, come bambini stufi di stare in castigo. E tornano a chiedere: perché devo tenere la mascherina se mi sono vaccinato? perché sono ancora contagioso anche dopo la seconda dose? E non capiamo che siamo come un fragile malato convalescente. Dopo la bronchite non stiamo attenti ai colpi d’aria? dopo un’operazione non stiamo attenti a non far saltare i punti di sutura? dopo una frattura non dobbiamo fare la riabilitazione dal fisioterapista? Ecco, forse dovremmo cominciare a pensare di essere tutti “un grande malato in convalescenza”. Che ha avuto la fortuna di non morire, che guarirà, che avrà imparato a proteggersi e che, con i tempi della soluzione riparerà il danno. E che probabilmente non avrà più la stessa vita di prima…già… Partendo forse da questa consapevolezza potremo accettare più di buon grado ancora un po’ di attesa, raggiungendo il cosiddetto giro di boa.

Altra metafora tanto usata nelle recenti settimane, ma che ci riporta anche al mare, a quel mare che vi mostriamo in copertina, che ci conduce con la mente nella nostra estate italiana ed è il protagonista di uno dei tanti articoli che ci auguriamo possiate apprezzare. Quel mare immenso come la speranza che dobbiamo coltivare. Convinti che combattere l’impazienza dipende solo da noi. Per quella non esiste vaccino!

Espoir et patience doivent nous accompagner pour enfin parvenir à vaincre ce virus qui a bouleversé nos vies. Patience, dans l’espoir de jours meilleurs. Tous ensemble, nous y arriverons. Bonne lecture !

Maria Grazia Galati e Paola Cairo

Potrebbe interessarti anche questo

Il Granduca Guillaume all’ONU: «Dobbiamo ricostruire la fiducia»

Nel suo primo discorso davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il Granduca Guillaume ha lanciato un appello a rafforzare la cooperazione internazionale in un mondo segnato da guerre, divisioni e crescente sfiducia. Il messaggio centrale è stato…

Conoscete Lorenzo Da Ponte?

Torna in scena a metà ottobre il gruppo Teatrolingua con un nuovo spettacolo in un teatro davvero eccezionale dedicato a una delle figure più affascinanti e rocambolesche del Settecento europeo: poeta, avventuriero, sacerdote mancato e librettista geniale, la cui vita…

Perché la tutela dei minori è un cantiere quotidiano di possibilità

Quando si parla di tutela dei minori, la cronaca mediatica tende troppo spesso a cedere alla tentazione dell’allarmismo. Tra i riflettori puntati unicamente sui casi di emergenza, sugli errori o sulle decisioni drammatiche, l’opinione pubblica rischia di smarrire la dimensione…

Un secolo di emigrazione italiana, tra libri e film

Grande successo della conferenza-proiezione organizzata dal Comitato Centre/Moselle/Sûre del Dipartimento Immigrati dell’OGBL e da PassaParola Media Group Circa 100 persone si sono riunite lo scorso 18 settembre 2026 alla Chambre des Salariés per assistere alla conferenza dedicata alla storia dell’immigrazione italiana in Lussemburgo,…