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È il social network cinese lanciato nel 2016. Da allora il successo, soprattutto fra i giovani, è planetario. Gli utenti possono caricare video della durata massima di 60 secondi, aggiungendo suoni, effetti speciali, filtri.

C’è chi ne va matto e chi lo vede con diffidenza È l’applicazione più scaricata al mondo; ha superato Instagram e Facebook. Si chiama TikTok ed è una community virtuale dove si può lasciare like, relazionarsi e seguire altri utenti. Si può visionare senza creare un account, ma se si vuole interagire è necessario iscriversi. L’età minima consentita è 13 anni (con il permesso dei genitori). Con la modalità controllo parentale è permesso monitorare il comportamento del proprio figlio per sapere con chi interagisce e cosa pubblica. Per attivare questa impostazione bisognerà collegarsi all’App Store. Fra i parametri di sicurezza potrete attivare anche il tempo di utilizzo. È bene restare aggiornati sulle tecnologie e imparare il linguaggio dei giovani per non essere tagliati fuori dalle loro relazioni virtuali. Spiegate loro chiaramente di non comunicare con gli sconosciuti e di essere vigili nel pubblicare la geolocalizzazione. Poter condividere i propri video in tempo reale è il punto di forza di TikTok, ma allo stesso tempo rappresenta anche il problema maggiore per quanto riguarda la legge sulla privacy.

La diffusione di dati personali senza il consenso di chi viene filmato non è consentita e potrebbe essere sanzionata. Se si decide di riprendere delle persone in un video, meglio chiedere il loro consenso, anche se i filmati restano in rete solo per poche ore. Sicuramente il cellulare è uno degli strumenti tecnologici più utili che abbiamo a disposizione. Ma, come ogni cosa, va gestita bene, altrimenti rischia di diventare il primo nemico delle nostre relazioni. Ricordatevi che uno dei regali più belli che potete fare alle persone è la vostra piena e attenta presenza. L’uso del telefonino sta prendendo il sopravvento su vostro figlio quando vi appare svogliato e sacrifica lo studio e lo sport per guardare un video. È in quel momento che serve intervenire.

 di Mariagrazia Ciliberto Peresi

 

**Diamo la parola a due adolescenti: chi è pro e chi è contro**

PRO

Dylan B. – 13 anni, frequenta il liceo di Lallange

«Ho contagiato anche mia madre che era appassionata del karaoke, ma era stonata; adesso, con una base musicale, finge di cantare e la coreografia la rende davvero brava. Delle volte facciamo anche dei duetti».

CONTRO

José M. – 13 anni, frequenta il liceo di Mersch

«Non mi piace esibirmi, mettermi al centro dell’attenzione, essere protagonista. Le sfide che propongono i miei amici non fanno per me. Alcune sono imbarazzanti, stupide, ridicole».

 (Mariagrazia Ciliberto Peresi)

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