Celebre protagonista della mitologia che la vuole alle origini del Granducato, l’intrigante figura femminile, metà umana e metà animale, ispira da sempre l’universo della cultura. Ne è prova la grande statua a opera di Bettina Scholl-Sabbatini che da due mesi campeggia davanti al reparto maternità dell’ospedale in route d’Arlon.

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Inaugurata nel luglio scorso a Lussemburgo-città, l’imponente scultura in bronzo Melusina Mater, dell’artista italo-lussemburghese Bettina Scholl-Sabbatini, campeggia davanti al reparto Maternité del Centre Hospitalier, nella route d’Arlon, ed è visibile anche a distanza. Con la sua silhouette sinuosa e sensuale, che si armonizza perfettamente con le rotondità evocatrici di un corpo materno accogliente e caloroso, l’opera realizza una sintesi sorprendente e originale che trasmette un senso di potente e gioiosa leggerezza.

Come è noto, Melusina appartiene al mito fondatore del casato di Lussemburgo, che affonda le sue origini nel Medioevo. Con la sua doppia natura umana e soprannaturale, questa figura ibrida e fiabesca sarebbe riuscita, secondo la leggenda, ad affascinare il nobile Sigefroi che, invaghitosi di lei nel luogo dove successivamente sorgerà la città di Lussemburgo, ne avrebbe fatto la sua sposa, dando origine a una discendenza destinata a entrare nella storia. Nell’universo che popola l’immaginario medievale, questa mulier fatata dai poteri magici, ma che ugualmente presiede ai destini degli umani, si pone sulla linea di continuità che collega il folclore europeo alla tradizione classica, come figura simbolica che rinvia alla fertilità e alla prosperità. Diversi sono i riferimenti che si possono rintracciare all’interno delle mitologie sia mediterranee che celtiche. Donna-pesce, direttamente connessa all’acqua e alle origini della vita, simbolo di seduzione e di conoscenza; Donna-serpente che incarna la forza vitale della Terra-Madre che incessantemente si rigenera; Donna-drago dai poteri segreti, guardiana di tesori occulti, che ha accesso agli Inferi.

Tuttavia, a fronte della complessità dei significati che la figura di Melusina ha incarnato nel tempo e nello spazio, solo l’aspetto seduttivo sembra oggi prevalere. Proprio per questo la scultura di Bettina Scholl-Sabbatini, attraverso la rilettura inconsueta e non banale del mito di Melusina operata dall’artista,che attinge alla varietà delle sue possibili interpretazioni (si veda in questo senso l’importante mostra svoltasi a Roma nel 2015), nel recupero della valenza simbolica dell’elemento materno col suo messaggio pregnante di vita e di  speranza, può risultare un opportuno richiamo a riscoprire (e valorizzare) altre sfaccettature di questa figura emblematica della tradizione lussemburghese, non meno attuali e cariche di suggestioni.

 Maria Luisa Caldognetto

 

 

Chi è Bettina Scholl-Sabbatini

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Nata a Esch-sur-Alzette, figlia dello scultore Aurelio Sabbatini, ha perfezionato la sua formazione artistica presso importanti istituzioni a Firenze e a Parigi. Dal 1967 espone regolarmente in Lussemburgo. In particolare va segnalata la sua presenza, nel 2010, alla Biennale di Architettura di Venezia e l’opera “Rail Owl”, a Rodange, in omaggio alla tradizione siderurgica e mineraria della regione. Sue creazioni si trovano inoltre in collezioni pubbliche e private.

 

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