Sabato 9 novembre, a Milano, presso la Biblioteca Chiesa Rossa, si è tenuto un incontro sul Cile nell’ambito del Festival della Letteratura

cile

Sul palco erano presenti Milton Fernandez (direttore artistico presso il Festival Internazionale di Poesia di Milano), voce narrante e conduttore dello spettacolo, e Angel Galzerano alla chitarra. Lo scopo era di “far sentire” la voce del Cile, far sì che la gente non dimentichi quello che è stato e che continua a essere. Dall’assassinio di Allende, l’11 settembre 1973, il Cile ha vissuto anni difficili, sempre alla ricerca della libertà perduta. Nulla è cambiato da allora. Le proteste di quest’ultimo periodo non sono altro che un “rimarcare” la mancanza di libertà e l’oppressione che ancora vige nel Paese. C’è stata anche la testimonianza di Marianela Vega che, all’epoca, era una studentessa universitaria e che ha subìto le violenze della polizia. Ha anche raccontato dei “desaparecidos” e delle persone torturate e uccise in modo violento.

Durante lo spettacolo è stata letta una poesia di Pablo Neruda e cantata la canzone “Grazie alla vita” di Violeta Parra. La cantante, autrice della canzone, si è uccisa dopo averla composta.
Del Cile si dice che è lungo come la speranza dei poveri: 180 chilometri di cui i poveri sono i padroni.
E questo pensiero è stato espresso nel canto finale: “Y el pueblo unido, jamas sera vencido ». Una speranza.

Anna Violante

(PassaParola Mag pubblicherà nel numero in uscita a breve un articolo esclusivo della collega Gabriella Saba, esperta di esteri e delle questioni cilene). 

Potrebbe interessarti anche questo

Diritto d’autore nell’Unione e blocchi geografici: la sentenza della Corte di giustizia per il Fondo Anne Frank

Un’opera divenuta di dominio pubblico può essere messa online gratuitamente in uno Stato membro anche se rimane protetta in un altro Stato membro. Il sito che mette a disposizione l’opera deve, mediante una misura tecnologicamente «efficace», impedirne la consultazione da…

Come la liquefazione dell’Occidente minaccia la democrazia

Viviamo in un’epoca di accelerazione e liquefazione, dove i confini dell’identità, della politica e della razionalità stessa sembrano evaporare sotto i colpi della rete. Da un lato, la frammentazione del linguaggio di genere esplode in formule enciclopediche e rivendicazioni radicali;…

Perché l’occidente odia la Russia

In un momento tanto gravido di pericoli con il rischio che l’escalation della opposizione NATO/ Russia in corso possa portare ad una terza e definitiva  guerra mondiale che sconvolga l’Europa, commentiamo un lavoro del filosofo tedesco Hauke Ritz che appare…

L’armonia collettiva di Gaho e Kave: l’onda coreana tra Parigi, Milano e Amsterdam

Gaho, all’anagrafe Kang Dae-ho, non è solo la voce celestiale dietro i successi planetari delle serie TV coreane, ma un artista poliedrico che ha saputo evolversi da compositore “dietro le quinte” a icona del pop-rock.  Insieme alla sua band, i…