​SAINTE-MARIE-AUX-MINES, in Alsazia,nel cuore della «Val d’Argent» (nome dovuto alle diverse miniere d’argento ad oggi dismesse e meta turistica, oltre che per i suoi famosi vigneti e il suo rinomato vino, anche per le sua tradizione tessile).​​
Infatti, la Val d’Agent , culla di un movimento amish che ha ispirato l’arte del pacthwork, dal 12 al 15 settembre è stata la destinazione di circa  22 mila visitatori venuti da ogni parte del mondo, 36 esposizioni,1200 opere di diversi artisti, esposte anche in 19 gallerie «Éphémères» allestite in suggestive location, come case d’epoca , chiese, negozi e grandi spazi privati dislocati sul territorio. Una manifestazione di livello internazionale con un «concept» originale che arrivata alla 25a edizione è diventata un evento di riferimento mondiale nel settore del patchwork tradizionale e contemporaneo e dell’arte tessile in generale.​​
Oltre 150 espositori commerciali specializzati nella fornitura di tessuti, materiale e macchine per l’Arte Tessile.​​
Tra questi il team di «Speedoux – ton ami du fil» venuti dal Lussemburgo e che ospitava il nostro Magazine nel loro stand.​​
Molte le presenze italiane fra residenti, vistatori ed espositori.​
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Eccezionali  e gigantesche sono le opere italiane in Arte Tessile realizzate dalla DAMSS di Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori, venuti da Milano ad esporre in un’ ala di un enorme spazio a loro dedicato, tre componimenti tessili ognuna di 10,5 metri di lunghezza e 4 metri di altezza, ognuna rappresentante una città italiana e la loro futristica visione “come immaginiamo saranno queste città tra 1000 anni” ci dice Daniela.​
1) Milano,parla “dell’inquinamento atmosferico” avvolta in una coltre di nubi di fumi inquinanti e colori grigi e sfumature forti.​ “Ispirati dal film Blade Runner di Ridley Scott” confida Daniela Arnoldi.
2) Venezia e i “cambiamenti climatici” che in un’ onirica visione viene sollevata da un terremoto e prosciugata in parte dalle acque. Dove un vulcano emerso diventa la base dove si salvano  i suoi monumenti famosi, riprodotti in arte tessile, avvolti da colori marini e terre sommerse.​
3) E infine Roma, “il tema della migrazione”. La sua civiltà e i suoi monumenti simbolo come il Colosseo, i Fori Imperiali, San Pietro, trasferite e riposizionate in un caos primordiale ,su un nuovo pianeta di recente scoperta, “​in una Roma pianeta”.
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Daniela Arnoldi conclude spiegando  la scelta di fare opere in tessuto gigantesche, “essendo io un ingegnere e Marco un architetto, abbiamo deciso di costruire opere in grande”.​
Uno spettacolo di tecnica e colori che é diventata l’attrazione dell’evento nella quattro giorni Alsaziana, con centinaia di ammiratori ed esperti. Ancora una volta l’Italia esce da protagonista in positivo con l’estro e la fantasia nell’arte in qualsiasi forma.
Speriamo di ammirare le loro opere presto in Lussemburgo.​
Francesco Mind Fiorentino​

francescomind@passaparola.info

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