Virginia Rossello https://www.virginiarossello.com/
Virginia Rossello
https://www.virginiarossello.com/

Forse forse che le recenti scoperte della nostra galassia ci salveranno più di tanti amici, una sbronza o lo psicanalista?!

Tutti avrete saputo che per la prima volta nella storia è stato fotografato un buco nero. Si tratta di uno dei punti in cui il mondo, così come lo conosciamo, finisce, inghiottendo ogni elemento circostante, luce compresa. Potrebbe essere la definizione del mio frigorifero, se non fosse che quello ha la luce interna. Ecco, è lì (nel buco nero, non nel frigo) che converrebbe collocare le storie finite, almeno quelle finite male. Lo so, qualcuno di voi starà pensando che sarebbe meglio buttarci anche il lui o la lei in questione già che ci siamo, ma noi siamo contro la violenza, anche interstellare. Perché dovremmo dimenticarle?

Innanzitutto perché, come Messier87, magari le storie in questione sono lontane anni luce dal presente e le loro immagini ci giungono distorte. Può capitare quindi che il partner che avete in mente sia, nei nostri ricordi, più bello, carino e intelligente quando, invece, magari il buco nero ce l’aveva al posto del cervello. Insomma, è un po’ come ricordare le belle giornate al mare quando in realtà eravate al lago di Echternach! La seconda ragione è che conservare un piede nel passato ci fa vivere più lentamente il presente. E ricordate: viviamo in Lussemburgo, la vita è breve e ci pensano già i camerieri del posto e il contrôle technique (passaggio annuale alla Motorizzazione di Sandweiler, ndr) ad abbreviarci l’esistenza.

Il passato è passato e non importa che si parli di pomodoro, verdura o di tempo. Va accantonato tenendo a mente una regola aurea: quello che non doveva essere, non è stato, a nulla vale ragionare per ipotesi. Se ad esempio l’Italia fosse stata governata da persone oneste e capaci, magari non saremmo tutti qui in un posto dove esce il sole con la frequenza con la quale si vince un milione di euro alla lotteria. Ma non è stato così; e dobbiamo accompagnare senza rimpianti le cose verso il baratro, sperando che la stessa sorte non tocchi al nostro amato Paese.

   Steve M. Scarz

 

Potrebbe interessarti anche questo

Le persone che non vediamo

Mario Calabresi dialoga con Marco Missiroli al Teatro Parenti: storie di gentilezza, perdono e ascolto in un mondo che corre Il libro “Le voci degli altri” (Mondadori, 2026) lascia spazio ad una serie di racconti che danno voce a persone…

Legge sulla tassa di successione: una scelta politica che si può rivedere

La Chambre des Salarié,  tramite il suo periodico Econews di settembre, torna alla carica sul tema della tassa di successione ai grossi patrimoni. Un caso tanto straordinario quanto inatteso ha offerto allo Stato un margine di manovra di bilancio eccezionale…

Il Granduca Guillaume all’ONU: «Dobbiamo ricostruire la fiducia»

Nel suo primo discorso davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il Granduca Guillaume ha lanciato un appello a rafforzare la cooperazione internazionale in un mondo segnato da guerre, divisioni e crescente sfiducia. Il messaggio centrale è stato…

Conoscete Lorenzo Da Ponte?

Torna in scena a metà ottobre il gruppo Teatrolingua con un nuovo spettacolo in un teatro davvero eccezionale dedicato a una delle figure più affascinanti e rocambolesche del Settecento europeo: poeta, avventuriero, sacerdote mancato e librettista geniale, la cui vita…