obiettivo

Andare all’estero non per trovare lavoro, ma per crearlo. Ecco l’ultima direzione che ha preso la fuga dei cervelli Made in Italy. Prima ancora di aprire un’impresa in Italia, molti giovani con idee imprenditoriali fanno la valigia e vanno a fondare start-up oltre confine. Tra le mete preferite: Londra, Berlino e Lussemburgo

 

Nella capitale del Granducato è sbarcato tre anni fa Luca Visonà, imprenditore veneto di 43 anni, che ha trovato nel Lussemburgo il terreno fertile per avviare il suo sogno e quello di sua mamma Paola. Nasce così TERZOPIANO Choses Chic, un brand di moda registrato nel Benelux che vuole offrire al mondo femminile capi unici e di manifattura sartoriale, utilizzando tessuti ricercati come i broccati, le sete comasche, il casentino, i mikado e altri ancora. Un lavoro di famiglia, quello di TERZOPIANO, dove il giovane Luca ha affidato la strategia di social marketing alla moglie Ruslana, mentre mamma Paola è curatrice dello stile. Luca, che aveva già vissuto in Lussemburgo vent’anni fa per un solo anno, ha fatto tutto da solo, confermando la facilità burocratica e non nascondendo di essere stato avvicinato anche da gruppi di investitori per lo sviluppo del brand, ma preferendo, per il momento, contare sulle sue forze. «Una start-up qui in questo settore è una vera e propria sfida – ci racconta Visonà – in quanto è un Paese multiculturale, ci sono differenti gusti, culture, lingue in uno spazio geografico veramente ridotto. Un’analisi di mercato e la conseguente strategia di marketing proprio per questo risultano essere più complicate rispetto ad altri Paesi, ma senza dubbio è una situazione avvincente e stimolante».

Dalla sua parte ha di sicuro l’immagine forte del Made in Italy all’estero: un brand di moda i cui capi dedicati al mondo femminile sono prodotti in Italia dalla scelta dei tessuti, al disegno, al confezionamento. Allo showroom di TERZOPIANO si accede su appuntamento. Uno stile ricercato ed unico già molto apprezzato in Lussemburgo (www.terzopiano.biz; pagina fb: Terzopiano Choses Chic).

Graziana D’Addosio è arrivata 17 anni fa dalla Puglia per lavorare nella ristorazione. Nell’agosto 2017 decide di mettersi in proprio e con un socio apre Pane e Pomodoro a Dudelange (23, rue du Commerce) per fare panzerotti, focacce, pasta fresca e mettere in pratica tutto il suo talento in cucina. «Volevo aprire una trattoria/pizzeria italiana con cucina tipica e piatti tradizionali che fosse un punto di ritrovo anche per gli stranieri che apprezzano la nostra gastronomia» ci racconta. Il prestito lo chiede a Microlux, la prima istituzione di microfinanza in Lussemburgo creata come società per azioni  che le permette di rilevare le parti del socio e comprare nuovo materiale per partire. «Mi sono affidata  a Microlux perché non prestano solo denaro, ma fanno “monitoring” e danno consigli durante tutto l’arco dell’attività». Una cucina semplice e gustosa “come a casa” che impiega, oltre a Graziana, Luana Fraveto, chef di cucina. «È una rivincita per me essere riuscita a rilevare le mie quote da socia e continuare da sola. È un po’ difficile organizzare la vita familiare e il lavoro, ma ce la devo fare» conclude Graziana.

Eataliano.lu è un negozio online di specialità italiane con base in Lussemburgo. Nasce dalla collaborazione tra due giovani: un italiano, Roberto Petrarulo (lucano, da 6 anni nel Granducato) e un lussemburghese, Tom Zigrand. Una bella amicizia che si trasforma in una start-up. «L’obiettivo – spiega Roberto – è semplice: promuovere all’estero la vera cucina italiana, fatta di storie e volti di piccole aziende, che seguendo i metodi tradizionali, tramandati di padre in figlio, rendono unici i prodotti italiani».

Stephano D’Angelo invece nasce qui in Lussemburgo da famiglia originaria di Roccamorice (PE) e da due anni ha deciso di mettersi in proprio fondando la SCE SARL. «Nel 2016 lavoravo – ci racconta D’Angelo – per la Société Electrique de l’Our (SEO) a Vianden, ma questo tipo di lavoro non era fatto per me. Mi volevo mettere in proprio. Così ho prelevato una società con zero personale e, dopo averla acquistata, ci sono voluti 6 mesi per mettere in moto le attività e per i tempi tecnici al fine di ottenere le autorizzazioni attraverso la Chambre des metiers e il Ministero dell’Economia». Oggi la società ha 5 dipendenti e un fatturato in crescita. La SCE SARL si occupa di installazione e manutenzione di impianti elettrici per strutture private, pubbliche, commerciali, industriali.

Sempre sotto la bandiera italiana nasce maminfo.lu, l’unico sito dedicato alla gravidanza in Lussemburgo, con informazioni pratiche e indirizzi utili. A colmare il vuoto del Granducato è l’italiana Anna Arbizzoni, madre di 36 anni residente in Lussemburgo ed esperta di comunicazione e marketing. «L’obiettivo del sito – ci spiega Anna – è aiutare le donne incinte o che desiderano avere un bambino. In particolar modo, se si tratta del primo figlio, le domande e i dubbi sono tanti. In più, se ci trova in un Paese che non si conosce ancora bene, è ancora più difficile». Il sito maminfo.lu, lanciato a settembre, è in lingua francese affinché sia accessibile a un largo pubblico, ma si prevede una versione anche in inglese visti i crescenti risultati dell’attività. Sul sito è possibile trovare risposta alle mille domande sulla gravidanza, dalle informazioni pratiche su visite mediche e ricovero ai consigli su allattamento e alimentazione, passando per la scelta della modalità di parto, senza dimenticare i frontalieri e le loro questioni su dove partorire: www.maminfo.lu

 Stella Emolo

(hanno collaborato Paola Cairo e Maria Grazia Galati)

 

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