Martedì 1 aprile l’Istituto Italiano di Cultura di Lussemburgo insieme a Les Amis du Château de Bourlingster, hanno organizzato un concerto di musica classica degno di nota. Il duo tricolore, formato da Umberto Clerici, al violoncello ed Alessandro Specchi, al pianoforte ha regalato al pubblico presente al castello di Bourlingster un’ora e mezza di puro piacere melodico.

 

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Il giovane violoncellista torinese Umberto Clerici ha al suo attivo un curriculum di tutto rispetto: inizia i sui studi a 5 anni presso la Suzuki School di Torino con Antonio Mosca, con il quale si diploma nel 2000 con il massimo dei voti e la lode, presso il Conservatorio “G. Verdi” sempre a Torino. Continua poi a perfezionare la sua arte con alcuni tra i più importanti violoncellisti contemporanei tra i quali Mario Brunello, David Gèringas e Steven Isserlis. Nel 1999, a 17 anni, debutta in Giappone con il concerto in re maggiore di Haydn. Successivamente suona da solista in molte orchestre e nelle più prestigiose sale da concerto da new York a Vienna a Roma, Torino e cosi via. Attualmente è professore di violoncello presso l’Università di Sydney, dove vive.

Alessandro Specchi è un volto e un nome già conosciuto nel Granducato, poiché qui residente da tempo. Diplomatosi al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze, si è perfezionato con Maria Tipo, Guido Agosti e Geza Anda. Vincitore di vari concorsi nazionali ed internazionali, ha svolto una brillante carriera concertistica esibendosi in tutto il mondo. Ha suonato sotto la direzione di Carlo Zecchi, Zoltan Pesko, Marc Inohue, M. Reck, Piero Bellugi, Aldo Ceccato, Donato Renzetti, A. Paris e altri celebri nomi. Parte attiva del Trio Mozart, dal 1973 al 1983 è stato membro e fondatore del Musicus Concentus di Firenze. E’ stato, inoltre, direttore artistico dell’Orchestra della Toscana e della stagione di concerti del C.E.L. di Livorno. Dal 1965 al 1985 ha insegnato pianoforte al Conservatorio di Firenze e ha tenuto diversi corsi di perfezionamento di pianoforte, musica da camera e liederistica in Italia ed all’estero.

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Il concerto inizia verso le ore 20 con l’Adagio con variazioni per Violoncello e piano di Ottorino Respighi (1879-1936), per proseguire poi con il più contemporaneo Giovanni Sollima (Palermo, 24 ottobre 1962) con la sua “Alone” per violoncello. Come lo stesso Clerici afferma, presentando questo secondo brano, la scelta non è stata casuale. Lasciando i toni “antichi” del Respighi, l’intenzione è quella di presentare un’altra italianità , più moderna ed attuale. L’assolo si divide in due momenti, il primo evoca sonorità orientali, la seconda è decisamente concitata e “rock popolare “ come lo steso Clerici definisce.

Il terzo brano è di Leonard Bernstein (Lawrence, 25 agosto 1918 – New York, 14 ottobre 1990) “Three Meditations from “Mass” per violoncello e orchestra. Fu Jaqueline Kennedy a commissionare a Bernstein la stesura di quest’opera in occasione dell’apertura del “John F. Kennedy” Memorial Center for the Performing Arts a Washington. L’unica condizione imposta dalla ex first lady era stata quella di comporre una messa basata sulla liturgia cattolica Romana. Bernstein accolse senza indugio la sfida.

In conclusione Johannes Brahms (Amburgo, 7 maggio 1833 – Vienna, 3 aprile 1897) con la Sonata in mi minore per violoncello e pianoforte, op. 38 in 3 movimenti: Allegro non troppo, Allegretto quasi Menuetto ed Allegro.

L’opera riflette la ricerca intrapresa da Brahms di un proprio tono di voce cameristico ma sono state anche indicate, da parte della critica, numerose citazioni da Schubert ed un  riferimento esplicito all’Arte della fuga di Bach. Brahms utilizzò poi come modello e fonte d’ispirazione nel trattamento della parte violoncellistica un altro compositore tedesco, Bernhard Romberg (1767-1841).

A sorpresa, fortunatamente, la serata non termina ed il pubblico viene piacevolmente coccolato con ben due bis: il primo è un travolgente Concerto per violoncello e orchestra in La minore composto da Robert Schumann nell’ottobre del 1850, seguito dalla più cupa e dark (citando sempre le parole di Clerici) Sonata in sol minore per violoncello e pianoforte, op. 65 di Fryderyk Chopin. Questa è una delle sue rare composizioni non esclusivamente scritte per pianoforte ed è dedicata al violoncellista Auguste Franchomme, grande amico del compositore polacco con il quale tenne l’ultimo concerto a Parigi il 16 febbraio 1848.

 

Eloisa Salomone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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