Fiorella Mannoia in concerto a Roma

 

Canti latini e ritmi africani, un brano in napoletano e anche uno stupendo tango.

Così Fiorella Mannoia ha accolto il pubblico dei suoi concittadini romani nell’ultimo acclamatissimo concerto al Gran Teatro lo scorso 8 ottobre. Durante le quasi tre ore di canzoni Fiorella è passata dai brani dei suoi grandi successi a quelli inediti dell’ultimo album SUD, dimostrando ancora una volta di essere l’interprete più poliedrica del panorama musicale nazionale.

Le canzoni del nuovo album non parlano solo del sud d’Italia, ma sono una finestra su tutti i sud del mondo che hanno un comune denominatore: sono stati depredati e saccheggiati da sempre e poi sono stati abbandonati. Le sonorità sono esclusivamente acustiche, il Sud fa pensare ai tamburi, a quel tipo di musica, per cui non avrebbe avuto senso aggiungere l’elettronica.

Il concerto di Fiorella Mannoia è stato un viaggio musicale e umano in luoghi come il Brasile, l’ Africa e la nostra Napoli, cui ha dedicato la canzone Quanne vuò bene. Due momenti particolarmente  emozionanti sono stati l’omaggio a Thomas Sankara, ex presidente del Burkina Faso assassinato nel 1987 con la canzone Quando l’angelo vola e la canzone, nella quale si è cimentata come autrice, In viaggio in cui racconta le raccomandazioni di una madre a una figlia che lascia il nido e che ha dedicato a tutte le donne in sala “perché ogni donna anche se non ha avuto figli è comunque una madre”.

Bisogna ricordare che il  tour ha un grande valore aggiunto, visto che è inserito nell’ambito di un progetto di solidarietà portato avanti da Axè, l’associazione che da decenni è in prima linea nel recupero degli invisibili, per cercare di avvicinare i ragazzi di strada all’arte, alla musica e alla bellezza, così da salvarli dalla droga e il gruppo di splendidi ballerini brasiliani che ha realizzato le splendide coreografie del concerto sono proprio ex ragazzi di strada che ora lavorano con la Mannoia.

Gilda Luzzi

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