In attesa delle due date belghe  del 19 gennaio 2012 a l’ Espace Magnum di Colfontaine e del 20 gennaio 2012 al Forum di Liegi, PassaParola Magazine intervista lo storico bassista della band più longeva del panorama musicale italiano.

Dal lontano 1966 la band, nella sua formazione storica, ha venduto ben 25 milioni di album e 23 milioni di singoli. Cosa c’è nel futuro dei POOH?

Nel futuro dei Pooh c’é solo la voglia di vivere la propria musica in assoluta libertà, scrivendo nuove canzoni senza alcun vincolo… non dobbiamo dimostrare più niente a nessuno, e forse nasceranno proprio ora le cose più belle.

Avete girato e continuate a girare il mondo ritrovando ogni volta lo stesso entusiasmo attorno alla vostra musica. Qual é la ricetta della vostra longevità artistica?

Il tempo segna chi non sogna… diceva un saggio. E noi continuiamo a sognare e a credere nella nostra musica, e questa é la migliore ricetta per non sentire il peso del tempo.

 

Siete stati tra gli antesignani dell’impegno civile con le vostre campagne per il WWF, contro la guerra e in aiuto dei bambini poveri. Quanto conta per un gruppo di musicisti impegnarsi in prima persona?

 Siamo persone fortunate, facciamo il lavoro che volevamo fin da ragazzi e ci é anche andata bene… é un dovere “ridare” qualcosa indietro… fare qualcosa per chi é stato meno fortunato di noi, magari solo perché é nato a “sud” della felicità.

Sei bassista, cantante, autore di musiche. A quale di questi tre ruoli ti senti più “vicino”?

A tutti…. per me la cosa importante é far nascere qualcosa, qualcosa che arriva dagli angoli più nascosti del mio cuore…

 “Dove comincia il sole”, nonostante la defezione di uno degli storici del gruppo Stefano D’Orazio, é senza dubbio uno dei vostri dischi migliori. Ci racconti com’é stato concepito?

Ci siamo detti: se dobbiamo ripartire andiamo a ritrovare quelle ispirazioni che negli anni ’70 ci avevano fatto diventare grandi… quella specie di rock progressivo unito alla grande melodia italiana che tanto ci ha fatto crescere come musicisti… ed é cosi’ che sono nati i brani di “Dove comincia il sole”.

Avete suonato recentemente con l’Orchestra Sinfonica di Sofia. Ci potete raccontare la vostra esperienza con la musica classica? Quali sono i principali benefici di suonare con musicisti che hanno questo tipo d’impostazione?

Le contaminazioni musicali, se nascono da stimoli onesti e sentiti, non possono che portare a buoni risultati. La nostra musica aveva incontrato l’Orchestra Sinfonica già nel ’72 durante un breve tour nei teatri italiani… per noi é percio’ un ritorno al passato… a Sofia é stato emozionante e artisticamente prestigioso. I professori suonavano davvero bene e pensiamo che questa esperienza possa farne nascere qualcun’altra, magari anche in Italia.

 “Un attimo ancora” dei Gemelli Diversi è una delle canzoni che traggono ispirazione dalla produzione musicale dei Pooh. Ci puoi svelare cosa pensi di cover e remake?

Le cover sono la prova che se una canzone é una buona canzone puo’ funzionare anche dopo 30 anni e rifatta in modo completamente diverso. Il lavoro dei Gemelli Diversi é stato una buona intuizione, realizzata bene…..

Paolo Travelli

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