Il 2026 è l’anno del centesimo anniversario della nascita di Dario Fo, uno dei più importanti protagonisti del teatro italiano, noto per il suo stile satirico e provocatorio. Parte proprio con il suo ritratto, la collaborazione con Fabio Buffa, collega giornalista e vignettista di Alessandria, che ci regalerà biografie e vignette-ritratti di personaggi della cultura e della società italiana contemporanea

Nato a Sangiano (Va), nel 1926, negli Anni ’60 fondò, insieme alla moglie Franca Rame, una compagnia teatrale indipendente con cui portò in scena spettacoli innovativi e politicamente impegnati. Le sue opere, come Mistero Buffo, si ispirano alla tradizione dei giullari medievali e utilizzano un linguaggio originale, fatto di grammelot. Fo ha sempre affrontato temi sociali e politici, criticando il potere, le istituzioni e le ingiustizie della società contemporanea. Il suo teatro, spesso censurato o osteggiato, ha avuto grande successo sia in Italia che all’estero. Buona parte del mondo intellettuale lo considera ancora oggi il più grande drammaturgo della storia italiana del ‘900, soprattutto per quel   premio Nobel per la Letteratura conseguito nel 1997, con la motivazione che Fo, “seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”.

L’indole recitativa di Fo nasce in tenera età: era affascinato dai cantastorie, che giravano per i paesini vicini a quello del futuro artista, attirando l’attenzione di grandi e piccini; e fu in quelle esperienze, da giovane spettatore, che acquisì tecniche e metriche per raccontare.

A 14 anni si iscrive all’Accademia di Brera a Milano e si  diploma in Pittura, inizia anche a recitare, ma non se lo sente un mestiere, in realtà lui vuole affermarsi come pittore o addirittura architetto. Produce quadri per un mercante, per poi iscriversi alla facoltà di Architettura, ed entra (in itinere rispetto agli studi) in un ufficio tecnico. Quando è in prossimità della laurea, abbandona gli studi, conosce Franco Parenti (attore, regista e autore teatrale e televisivo) e timidamente chiede di entrare in uno spettacolo che l’autore stava tenendo nel Verbano. In questo debutto si capì subito quanto Dario fosse divertente e originale, con una mimica dinoccolata, che gli servì come spunto per una impareggiabile carriera. Una carriera che terminò con la morte, avvenuta dieci anni fa. 

Fabio Buffa      

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