Fino a dove si è disposti a spingersi per vincere una cifra da capogiro? e quanto può (non) valere una verità?
La TV-spettacolo, quella peggiore. Il bisogno di apparire dei giovani e quello dei loro genitori di assolversi in extremis. Un film che racconta una verità che è da tempo sotto gli occhi di tutti, ma che cerca di andare oltre lo schermo, svelando il cinismo senza confini dello star system e i tanti segreti di famiglia. Fuori la verità di Davide Minnella è un film scontato, modesto. Il classico prodotto italiota che si salva (solo un po’) grazie alla presenza di attori bravi e famosi (Pandolfi, Gerini, Amendola), fra cui il grande Massimo Wertmüller, che sebbene abbia un ruolo secondario, è solo grazie a lui se si ride un po’.

Protagonista della pellicola è, lo recita il titolo, la verità: taciuta, fraintesa, ammessa sì, ma forse anche no. Verità che pare muovere a suo piacimento, come marionette, una famiglia della Roma bene (genitori di mezza età e 3 figli sulla ventina), la quale sceglie di partecipare a un gioco televisivo dove il rischio di rivelare dei segreti è esagerato tanto quanto il premio in palio: un milione di euro. Un film che poteva avere più coraggio, evitando il solito “lieto fine”. Ma che ci regala almeno un buon messaggio: a volte in famiglia (come in televisione) non tutti sono come ciò che appaiono…e qualche volta più nel bene che nel male. E forse il riscatto (al diavolo i soldi) passa proprio da lì. Comunque dobbiamo ammetterlo: gli americani, sul tema, con il genialissimo Truman Show, ci hanno provato bene già più di 20 anni fa e ancora non li batte nessuno.
Maria Grazia Galati