È chiamato così il settore delle pulizie, mal pagato e dove chi vi opera è costretto a farlo in condizioni psicofisiche davvero preoccupanti. Ne parliamo con Andrea Spigarelli (italiano nato e cresciuto a Esch-sur-Alzette, culla dell’emigrazione italiana), che oggi è vice-segretario centrale di questo settore lavorativo dell’OGBL, il più grande sindacato del Lussemburgo. E che avremo ospite in radio il prossimo sabato 7 novembre

Nella foto: Andrea Spigarelli

Ci racconti le tue origini italiane e il tuo percorso di vita e lavoro in Lussemburgo?

Sono di padre umbro, di Gubbio, provincia di Perugia, e madre veneta di Conegliano Veneto, provincia di Treviso. Sono nato in Lussemburgo a Esch sur Alzette. Sono cresciuto nell’Esch/Alzette degli Anni ‘80-‘90 nel quartiere Hiehl conosciuto per il suo legame con le miniere, l’industria (ARBED), la squadra di calcio Jeunesse/Esch e, appunto, l’immigrazione italiana.  La comunità italiana all’epoca era abbastanza grande in quel quartiere, dove ci si ritrovava per giocare alla pétanque o semplicemente nel Bar Caffè Italia giocando a carte o parlando di tutto, dal calcio alla politica. Mi ricordo con emozione di quei momenti vissuti. Poi a livello scolastico ho frequentato la scuola elementare del Brill, sempre a Esch Alzette, anche lei conosciuta come scuola multiculturale: studenti da vari Paesi e culla di tante bellissime amicizie. Crescendo ho frequentato il liceo tecnico di Esch/Lallange dove ho studiato economia e commercio. A livello professionale ho iniziato nel campo amministrativo,  poi sono diventato capo-squadra in un’azienda dove riparavano elettrodomestici. In seguito sono passato in un’azienda di telecomunicazioni”, a capo di diversi tecnici e amministrativi che gestivano i planning per installazioni e riparazioni. Ed è in questa ultima azienda che mi sono interessato al sindacalismo perché sentivo che delle cose si potevano migliorare per i dipendenti in azienda. Ci furono delle elezioni e fui eletto dal personale per 2 mandati. Nel 2021 ho avuto l’opportunità di entrare proprio a lavorare nel sindacato,  prima come consigliere sindacale, ruolo che ho ricoperto fino al febbraio di quest’anno, a Differdange. Dallo scorso marzo sono vice-segretario nel settore pulizie.

In cosa consiste oggi il tuo lavoro?

Consiste nell’essere un punto di riferimento per i nostri delegati nelle diverse aziende. Ogni 5 anni ci sono le elezioni sociali ed è li che il nostro lavoro di segretario è al culmine perché dobbiamo organizzare le liste, trovare candidati e fare campagna elettorale. Oltre alle elezioni siamo, come detto prima, a supporto dei nostri delegati, organizziamo campagne di sensibilizzazione sulle problematiche del settore, negoziamo i contratti collettivi nelle aziende. Per il settore delle pulizie c’è un contratto collettivo settoriale che dovrà essere rinnovato per il 2028, dunque vuol dire che nel 2027 dovremmo ricominciare i negoziati con la FEN che è la Fédération des entrerpises de nettoyage. Inoltre ci occupiamo anche di lavoratori che non sono purtroppo coperti dal contratto collettivo e che sono le persone che lavorano nell’ambito del privato, che hanno un contratto con una persona privata (dunque non in un’azienda), del nettoyage industriel dove ci sono anche lì diverse condizioni di lavoro da tenere sotto controllo, soprattutto a livello di sicurezza. Queste Aziende tipo Lamesch, Remondis, che si occupano anche di riciclaggio, non sono coperte dal contratto collettivo settoriale, ma ne hanno uno individuale o proprio non ne hanno. E questo è anche uno dei nostri obiettivi: far coprire il più possibile il settore, come lo prevede la direttiva europea, di contratti collettivi affinché i lavoratori e le lavoratrici siano tutelati/e.  Il nostro compito è anche quello di mobilitare i militanti per i temi del settore, ma anche del sindacato in generale, come ad esempio la manifestazione del 28 giugno 2025. C’è un lavoro da svolgere sul terreno e uno di carattere più politico. Perché l’uno non va senza l’altro, non si può fare delle rivendicazioni presso il datore di lavoro o le istituzioni senza conoscere e capire le problematiche che incontrano i lavoratori quotidianamente.

Il settore delle pulizie di OGBL è senza dubbio uno dei più importanti, ma anche uno dei più complicati. Quali sono le maggiori difficoltà e quali sono le sfide maggiori del tuo sindacato in questo ambito?

Il settore delle pulizie ha 14.000 lavoratori/trici,  di cui l’85% sono donne. Abbiamo un contratto collettivo che è negoziato ogni 3 anni, ma dove le trattative sono abbastanza complicate e lottiamo ogni volta per ogni minimo traguardo  da conquistare. Nel settore i più grandi problemi sono il tempo di trasferimento fra un posto e l’altro di lavoro, che non viene pagato dalla maggior parte delle aziende di pulizia. La parte più consistente di contratti è  part-time e per delle famiglie monoparentali non è sempre il massimo. Per non parlare delle condizioni di stress e mobbing.  Uno studio del LISER (Luxembourg Institute of Socio-Economic research, ndr)  sulla salute mentale nel settore delle pulizie ha prodotto un risultato davvero preoccupante… Un altro grande problema è quello delle gare d’appalto, che porta a una guerra dei prezzi a scapito dei compensi per impiegati/e nel contratto collettivo. Se un’azienda vince questa gara d’appalto, è obbligata a riprendere tutto il personale in forza al suo interno. Purtroppo il risparmio si fa sulla quantità e il carico di  lavoro. Dunque, il personale nella nuova azienda è lo stesso, ma c’è più lavoro e da fare più velocemente. Quindi, le condizioni di lavoro peggiorano. Un altro problema è il diritto al sussidio di disoccupazione. Per averne diritto si deve aver lavorato almeno 16 ore a settimana. Se chi lavora ha un contratto da 35 ore a settimana e l’azienda perde un sito dove chi vi  lavorava lo faceva per 10 ore a settimana, l’impiegato/a viene trasferito/a per quelle 10 ore nella nuova azienda e per le restanti 25 ore rimane in quella attuale. Ma se dovesse perdere il lavoro per licenziamento nell’azienda dove lavora  10 ore a settimana, perde il diritto alla disoccupazione.

Questo è un grande problema perché anche se abbiamo un contratto collettivo, i salari rimangono comunque bassi; è uno dei settori più bassi a livello di salario e perdere 10 ore di stipendio è una catastrofe e aumenta il rischio di precareità. Un altro tema molto importante e molto attuale per cui  abbiamo avviato discussioni con diversi partiti politici e anche la Chambre des Salariés (CSL) è il riconoscimento del mestiere di “agent de nettoyage”. Nei Paesi limitrofi ci sono formazioni e diplomi che possono essere rilasciati per il mestiere di “agent de nettoyage”, ma che non sono riconosciuti in Lussemburgo. Noi vogliamo che siano messe a disposizione delle formazioni che possano dare origine a un CCP (certificat de capacité professionnelle) e che diano dopo 10 anni di esperienza il salario minimo qualificato. Cosa che per il momento non succede. La CSL ha anche già inviato in luglio una proposta di modifica di legge riguardo al riconoscimento dei 10 anni di esperienza, non solo per il settore delle pulizie, ma in generale, al Ministro del lavoro, ma purtroppo fino ad oggi non hanno ricevuto nessuna risposta, neanche per un colloquio. Ci stiamo comunque lavorando sopra, contattando e sensibilizzando i partiti politici affinché un progetto possa vedere il giorno affinché chi lavora in questo settore sia giustamente valorizzato e affinché questo ambito lavorativo possa risultare più interessante.

Vuoi fare un appello al nostro pubblico in attesa di averti ospite in radio?

L’appello è questo: di sostenerci in questa lotta per il riconoscimento e la valorizzazione di queste persone che sono spesso definite come “invisibili” ma che fanno un lavoro fondamentale e si è visto soprattutto durante la crisi Covid dove erano in primissima linea. Senza il loro lavoro il nostro vivere quotidiano sarebbe molto diverso. Mostrare solidarietà con il settore delle pulizie vuol dire far rispettare il loro diritto a una valorizzazione dignitosa e a un salario adeguato.

Intervista a cura di Maria Grazia Galati

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