La Frankfurter Buchmesse, che si è appena conclusa a Francoforte (Germania), si riconferma la fiera mondiale del libro e dell’editoria, ribadendo come il libro non sia soltanto un prodotto commerciale, ma un prezioso strumento di integrazione e dialogo interculturale. Ce la racconta la nostra inviata
Fin dai tempi di Gutenberg, la storia dell’editoria europea insegna che la circolazione delle idee e delle traduzioni rappresenta il vero motore della crescita civile e democratica. Un valore incarnato alla perfezione dalla figura di Sonia Draga, fondatrice dell’omonimo gruppo editoriale polacco, insignita del Premio Internazionale Cesare De Michelis per l’editoria 2027. Promosso da Marsilio Editori in collaborazione con la Fiera di Francoforte e il festival Incroci di Civiltà, il riconoscimento premia la sua leadership e il costante impegno a tutela della libertà di stampa e della cultura europea.

Il valore della memoria e il rapporto tra grande storia e comunità locali si sono riflessi profondamente anche negli incontri dal vivo con gli autori. Un momento centrale è stato l’intervista con l’autrice Shida Bazyar, vincitrice del Deutscher Buchpreis 2026 con il suo romanzo Die Lücken (pubblicato da KiWi – Kiepenheuer & Witsch). Nel suo intervento, Bazyar ha affrontato la ricostruzione della storia sociale “dal basso”, scegliendo come ambientazione il paese di Hermeskeil nell’Hunsrück. Attraverso la scelta narrativa originale di un narratore-spettro (il personaggio di Lou), il romanzo esplora la complessità del consenso, la banalità dell’antisemitismo quotidiano e la memoria della Shoah nelle realtà rurali, superando il mito dell’isolamento della provincia e intrecciando finzione letteraria, dialetto locale e ricerca d’archivio.
L’Italia si ritrova protagonista di questo panorama internazionale grazie all’Italian National Pavilion, promosso da ITA/ICE in sinergia con l’Associazione Italiana Editori (AIE). Esplorando il padiglione italiano e la presenza delle nostre case editrici, emerge una mappa geografica ricca e variegata:
- Lombardia (Milano): Si conferma il cuore pulsante della grande e media editoria con la presenza del Gruppo Mondadori (Mondadori, Rizzoli, Piemme, Sperling & Kupfer), Giangiacomo Feltrinelli Editore, Il Saggiatore, Terre di Mezzo, Topipittori, FrancoAngeli e Hoepli.
- Lazio (Roma): Presenta una vivace offerta di saggistica e narrativa con Donzelli Editore, Castelvecchi, Edizioni e/o, Voland, Fandango Libri, Giulio Perrone Editore, Gremese International e Lapis Edizioni.
- Emilia-Romagna: Rappresenta l’eccellenza nell’editoria accademica e per l’infanzia grazie a realtà come Il Mulino, Reggio Children e Franco Cosimo Panini.
- Piemonte (Torino): Vanta una presenza di rilievo con Edizioni Lindau, Claudiana e le iniziative promozionali di Piemonte Agency.
- Puglia: Spicca con lo stand istituzionale di Regione Puglia e Puglia Culture, affiancato da progetti dinamici come Besa Muci e la rete MediTerra Neo.
- Toscana, Veneto e Umbria: Completano la rappresentanza nazionale con marchi e istituzioni come Firenze University Press, Giunti Editore, Ronzani Editore e Morcelliana.

I dati dell’Associazione Italiana Editori relativi al 2025 fotografano un settore solido e proiettato verso i mercati esteri. Con 5.498 editori attivi (+2,3%) e un catalogo che supera 1,5 milioni di titoli a stampa e 637.000 e-book, l’editoria italiana genera un valore complessivo di 3.197,8 milioni di euro (di cui 1.598 milioni nel solo segmento trade) e 108,7 milioni di copie vendute. A conferma della vitalità internazionale del comparto vi sono le 2.649 coedizioni realizzate (+30,3%) e gli 8.645 diritti di traduzione venduti all’estero.
Elisa Cutullè