Lo scorso 22 agosto PassaParola Magazine era presente a un bel picnic a Lasauvage, organizzato dai suoi membri. Abbiamo intervistato il segretario generale Joël Delvaux. Che ce ne ha raccontato storia, traguardi, sfide e programmi.

La legge in Lussemburgo inquadra i lavoratori e le lavoratrici secondo tre tipi di handicap. Ce li spieghi? Primo caso: chi ha avuto un incidente a causa del quale si ritrova in tale condizione; secondo caso: chi è affetto da un handicap cosiddetto ‘’leggero’’, ma ha fatto un percorso scolastico ordinario e ha un lavoro altrettanto ordinario con statuto di portatore di handicap; infine ci sono coloro che hanno una condizione di handicap grave e dalla nascita (come la mia) che non permette di avere un percorso scolastico e un lavoro come nel secondo caso. Le persone in questa condizione  frequentano una scuola speciale ad hoc, con relativa formazione, e sono poi impiegate nei cosiddetti ‘’ateliers protéges’’ con personale che li assiste. Si tratta di realtà professionali che non hanno scopo di lucro, sostenute dallo Stato.

Ci racconti la genesi di questo Dipartimento? Prima del 2004 (anno di nascita del DTH) le persone affette da handicap del terzo caso citato prima non erano riconosciute come salariate, ricevevano dallo Stato un compenso adeguato a vivere, ma non rientravano legalmente in una condizione di “dipendente lavorativo”. La Fondation Kräizbierg invece già lo faceva (autonomamente) e grazie a uno scambio fra questa fondazione e l’OGBL è nato un gruppo di lavoro che ha dato origine al Dipartimento DTH. Nel 2003 (anno internazionale dell’handicap) l’OGBL ha dato l’ok per la sua creazione, nata ufficialmente l’anno seguente. Dal 2004 negli atelier i portatori di handicap sono inquadrati e stipendiati come i salariati senza handicap. E questo esiste solo in Lussemburgo.

Qual è la vostra missione? Forniamo assistenza ai nostri membri, diamo consigli, orientiamo, facciamo da tramite con altre associazioni di questo ambito sociale. Il Comitato comprende membri attivi (portatori di handicap) e membri cooptati (anche senza handicap, senza diritto di voto, ma molto coinvolti nell‘attività). Il Comitato si occupa di sensibilizzazione, scambi con le realtà relative a questo ambito, lavoro di sinergia con le istituzioni. Per i nostri membri ci occupiamo di tante problematiche, anche minime: dalla persona in difficoltà perché incontra delle barriere architettoniche a chi necessita di un trasporto pubblico adeguato laddove dovesse mancare. E tanto altro. Nell’ambito del lavoro collaboriamo con fornitori di servizi ad hoc.

Si può essere membri del DTH nel momento in cui si è membri ogbl. La quota associativa è la stessa? Sì e si è discusso a lungo su ciò. Ma poiché un salariato con handicap guadagna minimo come un/a collega senza handicap (magari con stipendio monoparentale e figli a carico), si è concluso che fosse giusto seguire un “principio di uguaglianza” anche in tal senso: stessi diritti, stessi doveri!

Tu sei il segretario centrale mentre il presidente è Patrick Hourst. Vogliamo citare anche una donna con un ruolo chiave del dipartimento? Certo: è la fantastica e preziosa Saskia Woicick, che ci rappresenta al Comitato Nazionale.

Sfide future? Il mondo del lavoro è sempre più complicato e con esso l’inclusione dei portatori di handicap. L’Adem ha registrato recentemente un 30% in più di disoccupati in questo settore social-lavorativo. Quello che cerchiamo di ottenere è un numero sempre maggiore di persone con handicap impiegate nel settore professionale “ordinario”. A tale scopo abbiamo già avuto degli incontri con il Ministro del Lavoro. Sono ottimista, con prudenza… 

Un invito per il nostro pubblico? A contattarci senza esitazione. Siamo qui per questo, al fine di cercare di risolvere al meglio ogni tipo di problema in questo”universo”, non solo professionale, ma anche sociale.

Il DTH dell’OGBL ha sede nel quartiere Gare: https://www.ogbl.lu/departements/departement-des-travailleurs-handicapes/

Intervista di Maria Grazia Galati Foto di Patrick Kleeblatt

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