Nella suggestiva cornice dell’Arche si è tenuta ieri, 24 giugno, la conferenza stampa ufficiale di presentazione della 49ª edizione del Festival del Film Italiano di Villerupt, un appuntamento imperdibile per la comunità transfrontaliera in cartellone dal 23 ottobre all’8 novembre 2026. Ad aprire l’incontro e a dare il benvenuto ufficiale ai presenti è stata la Presidente del Pôle de l’Image, Marie-Louise Antenucci, la quale ha introdotto i lavori celebrando il legame storico con il territorio e i numerosi partner istituzionali e privati che sostengono la rassegna. Questo solido sodalizio culminerà, come da tradizione, nello svelamento della grande bâche sulla facciata del municipio

La delegata generale del Festival, Sandrine Garcia ha illustrato la complessa struttura organizzativa e logistica di questa quarantanovesima edizione. I due momenti cardine della manifestazione si terranno entrambi all’Arche: la cerimonia d’apertura, prevista per venerdì 23 ottobre e la solenne serata finale di premiazione con la consegna degli Amilcar, fissata per venerdì 6 novembre 2026. I circa 65 film in cartellone verranno proiettati in un circuito transfrontaliero consolidato e capillare. Sul territorio francese, gli spettatori saranno accolti presso l’Hôtel de Ville di Villerupt, nelle sale dell’Arche e alla MJC di Audun-le-Tiche. In Lussemburgo, i riflettori si accenderanno sul Kinosch della Kulturfabrik a Esch-sur-Alzette e sul Ciné Starlight del CNA a Dudelange. Il Ciné mobile garantirà, inoltre, la decentralizzazione durante la seconda settimana del festival, stabilendosi sul mail urbano di Villerupt nei giorni del 7 e 8 novembre. Le giurie si alterneranno nei primi due fine settimana, coprendo le sezioni ufficiali, dei giovani, della critica e dei professionisti.

Un passaggio della conferenza è stato dedicato all’eccezionale onda lunga che il cinema italiano ha registrato in Francia nell’ultimo anno, confermando una presenza massiccia e di grande qualità nelle sale cinematografiche d’Oltralpe. La direzione ha tenuto a sottolineare con orgoglio il ruolo di specchio e catalizzatore del festival: la quasi totalità delle pellicole che hanno conquistato il pubblico francese nei mesi scorsi era stata infatti presentata in anteprima e tenuta a battesimo proprio durante l’edizione 2025 di Villerupt, raccogliendo i favori delle giurie e i prestigiosi premi del pubblico, della critica e dei professionisti. Un legame indissolubile che dimostra come la selezione della kermesse sia un punto di riferimento prediletto per la distribuzione transfrontaliera.

Nella foto: Sandrine Garcia, direttrice, Oreste Sacchelli (direttore artistico) e Bernard Reiss (consulente alla programmazione)

Il vero cuore della presentazione è risieduto nell’illustrazione delle grandi scelte artistiche compiute dalla direzione del festival per questa edizione 2026. Oreste Sacchelli, lo storico delegato artistico del Festival ha sottolienato la forte volontà di avere una retrospettiva tematica di profonda urgenza sociale intitolata “Mon père, ce héros?” è esaminare in modo lucido, attraverso la storia del cinema, la crisi del patriarcato, del paternalismo e l’evoluzione dell’identità maschile. Il percorso cinematografico ideato si muove dai primi storici crolli della figura paterna nel neorealismo del dopoguerra, passando per i drammi legati a modelli familiari arcaici e autoritari, fino ad arrivare a toccanti visioni contemporanee in cui la figura del padre viene salvata, ricostruita e riletta attraverso l’affetto e lo sguardo delle figlie.

Parallelamente, si è voluto dedicare un immenso e doveroso omaggio a Monica Vitti, icona immortale scomparsa nel 2022. L’intento critico dei direttori artistici è quello di scardinare la percezione parziale del pubblico transfrontaliero, che spesso la ricorda quasi esclusivamente per le sue interpretazioni drammatiche nel cinema d’autore legato ai temi dell’incomunicabilità. La direzione intende invece restituire la totale complessità della sua carriera, celebrando la travolgente regina della commedia popolare, capace di scardinare i cliché di un’intera epoca con la sua ironia e la sua indipendenza.

Durante l’incontro con la stampa, la direzione ha svelato con grande entusiasmo la locandina ufficiale della manifestazione, realizzata per la quarta volta dalla stimata artista e illustratrice Sentenza. Il manifesto è stato accolto con un lungo applauso poiché racchiude, in un perfetto e colto equilibrio grafico, i cardini ideologici stabiliti dai direttori. L’immagine mette in primo piano la figura magnetica di Monica Vitti, esplicitamente ispirata alle atmosfere del suo primo capolavoro cinematografico a colori. Attorno all’attrice, l’illustratrice ha inserito con tocco poetico gli elementi chiave del tema della paternità: sulla sinistra spicca una bicicletta reclinata, chiaro tributo alla destituzione del padre neorealista, mentre sulla destra campeggia un burattino che evoca lo sforzo affettivo e la “riparazione” genitoriale contemporanea. Un’opera di fortissima suggestione visiva che guiderà con eleganza l’intera comunicazione transfrontaliera del festival.

Elisa Cutullè (Foto di cover: Elisa Cutullè)

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