Lo storico Angelo D’Orsi richiama un parallelismo storico inquietante: nel 1914 la SPD tedesca, tradizionalmente antimilitarista, votò i crediti di guerra aprendo la strada alla Prima Guerra Mondiale. Più di un secolo dopo, nel 2024/2025, i governi europei e la NATO hanno adottato con urgenza massicce misure di riarmo identificando la Russia come “nemico strutturale”, esattamente come allora. Il prof. Carlo degli Abbati ci ricorda che questa dinamica ripropone pericolosamente una “coazione a ripetere” già descritta da Vico con i suoi corsi e ricorsi storici : le stesse logiche prebelliche del 1914, questa volta però tra potenze dotate di armamenti nucleari
Lo storico Angelo D’Orsi, allievo di Norberto Bobbio e studioso di Gramsci osserva che per una irresistibile coazione a ripetere l’umanità non impara mai niente dalla storia continuando a ripetere gli stessi errori. Così ricorda come, il 4 agosto 1914, il gruppo parlamentare della SPD votò nel Reichstag a favore dei crediti di guerra (Kriegskredite) richiesti dal governo tedesco all’inizio della Prima Guerra Mondiale. La decisione fu presa alla unanimità dei deputati socialdemocratici, e alla quasi unanimità del Parlamento, anche se all’interno del partito si registravano forti opposizioni.
Questo voto rappresentò una svolta storica perché la SPD era stata fino ad allora uno dei principali partiti antimilitaristi europei. La dirigenza giustificò il sostegno sostenendo che la Germania stesse combattendo una guerra difensiva contro l’Impero Russo. Questa scelta provocò una profonda crisi nel movimento socialista. Figure come Karl Liebknecht e Rosa Luxembourg si opposero apertamente alla guerra, la frattura interna al socialismo portò alla nascita della USPD nel 1917. Di fatto la decisione del SPD di votare dei crediti di guerra segnò la fine della unità del socialismo tedesco ed internazionale, aprendo la via allo scoppio della Prima Guerra Mondiale con l’entrata in guerra della Germania nell’estate 1914 dopo l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914. Nel gennaio 1919 dopo la rivolta spartachista di Berlino sia Rosa Luxembourg che Karl Liebknecht vennero poi assassinati da gruppi appartenenti ai Freikorps di estrema destra.
Per ricorso della storia, più di un secolo dopo, nel 2024/2025, i governi e le istituzioni europee hanno approvato sia in sede NATO che autonomamente con priorità assoluta varie misure per aumentare le spese per la difesa. Ancora una volta se lo scopo dichiarato è la difesa dell’Ucraina e un miglior coordinamento della spesa militare europea, pur nell’ambito NATO, le dichiarazioni ufficiali sia delle istituzioni che di singoli governanti indicano ancora la Federazione Russa come nemico strutturale dell’Europa.
Questa decisione di votare con priorità delle spese militari da parte di singoli paesi (in particolare la Germania del cancelliere Merz) o delle istituzioni con il Rearm Europe, appellazione poi cosmeticamente cambiata, cui non si applicano neppure i vincoli di bilancio del cosiddetto patto europeo di stabilità votato nel 2012, invece rigidamente applicati alle spese energetiche nonostante il caos provocato dalla chiusura dello stretto di Ormuz, riportano l’Europa alle decisioni prebelliche che furono quelle del 1914.
I governi europei prima si sono schierati nella guerra per procura alla Russia sostenendo militarmente l’Ucraina e promettendo agli ucraini la vittoria totale fortemente voluta dai neo-conservatori americani alla manovra. Poi, dopo la sospensione dell’’impegno militare americano sanzionato con l’incontro Trump-Putin di Anchorage, istituzioni e governi europei hanno deciso di continuare la guerra da soli, sentendosi ideologicamente contrapposti alla Russia definita appunto un “nemico strutturale” dell’Europa.
Una situazione che dando ragione a Vico e ai suoi corsi e ricorsi storici ripropone pericolosamente, con una coazione a ripetere, la situazione vissuta in Europa dal 1914 e poi finita come tutti sanno, con lo scoppio della Guerra Mondiale fra paesi allora ancora privi della forza nucleare.
Carlo degli Abbati