Il collettivo romano Fabric esordisce nel 2026 con un album che intreccia funk, soul, afrobeat ed elettronica in chiave moderna e urbana. Fondato dal batterista Alex Dusty e dal musicista Tiziano Tarli, il progetto punta sulla contaminazione e sulla collaborazione aperta. Pubblicato da Four Flies Records, il disco costruisce groove ipnotici e ritmiche afro-funk con un messaggio sociale netto: la libertà come energia collettiva. Influenze come The Meters e Sault vengono reinterpretate con una personalità tutta italiana, tra basso pulsante, percussioni dense e un sound caldo, politico e ballabile. La nostra intervista Tiziano Tarli
Il collettivo romano Fabric debutta nel 2026 con Until We Are Free, un disco che mescola funk, soul, afrobeat ed elettronica organica in una forma moderna e profondamente urbana. Nato dall’incontro tra il batterista Alex Dusty e il musicista Tiziano Tarli, il progetto si presenta come un collettivo aperto, costruito sull’idea di contaminazione musicale e collaborazione continua. L’album, pubblicato da Four Flies Records, alterna groove ipnotici, ritmiche afro-funk e atmosfere cinematiche, mantenendo sempre un forte messaggio sociale: la libertà come energia collettiva, danza e resistenza. Le influenze richiamano artisti come The Meters e Sault ma con una personalità molto italiana e contemporanea. Tra i brani più rappresentativi ci sono Taste This Sound, Go Let Your Freedom Grow e Feel It, dove linee di basso pulsanti e percussioni dense costruiscono un sound caldo, politico e ballabile allo stesso tempo.
Paolo Travelli
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