Bellissimo spettacolo di Mario Calabresi, Benedetta Tobagi e Sara Poma. Un tuffo nel passato per vivere e comprendere meglio il presente

Gli Anni ’70 hanno rappresentato un periodo intenso e controverso per il nostro Paese. Mario Calabresi, giornalista e scrittore, li ha raccontati nello spettacolo teatrale “Anni Settanta. Terrore e diritti” , andato in scena a Milano, al Teatro Lirico Giorgio Gaber, il 4 dicembre scorso, ultima tappa di una tournée che ha portato in giro per l’ Italia l’ anno scorso. Sul palco lo hanno accompagnato nella narrazione Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi, giornalista del Corriere della Sera assassinato dalle BR nel 1980 (anche lei giornalista e scrittrice), Sara Poma, giornalista di podcast a Chora Media, dove si occupa delle lotte per i diritti e, in video, e Marco Damilano, giornalista che si è occupato del caso Moro. Le musiche degli Anni ’70 – Gaber, Venditti, Dalla e altri – hanno fatto da sfondo alla narrazione: un’ idea del regista Bruno Fornasari per addentrarci perfettamente nella Storia. Il 1977 è la data di inizio dei fatidici Anni di Piombo, figli del ’68. Un periodo doloroso, dove era cominciata la ribellione al “sistema”, ovunque nel mondo. Cominciavano a prodursi anche atti di violenza sfociati poi, appunto, nel ’77 e oltre, dove gli attentati erano all’ ordine del giorno. Gli Anni ’70 sono stati il periodo più controverso e drammatico della nostra democrazia, che inizia nel 1969 per finire nel 1982. È un’ Italia divisa quella che irrompe negli Anni ’70: da una parte un’ Italia povera e dall’altra quella che cresce con il boom economico. È un’Italia giovane che smantella il fascismo. I giovani prendono spunto dai movimenti studenteschi che si sono formati nel 1968 in Francia – il cosiddetto “Maggio francese” – e negli Stati Uniti e che scuotono la società. Il ’68 italiano ha una matrice cattolica e borghese. Le manifestazioni giovanili si fondono con le manifestazioni degli operai che sfociano nel cosiddetto “Autunno caldo” del 1969. E nel 1969 comincia la stagione delle bombe, che ha il suo culmine nella strage di piazza Fontana a Milano. Le matrici delle stragi di questi anni sono neofasciste e fanno capo a Ordine Nuovo. È la strategia della tensione, ossia, si alimenta la paura a fini politici. In questo periodo buio ci sono anche notizie positive, come l’ approvazione dello Statuto dei Lavoratori, la legge del tempo pieno nella scuola nel 1971 e la legge sul Divorzio nel 1974.Tra queste due date purtroppo si inserisce nel 1972 l’ omicidio di Luigi Calabresi, papà di Mario. Nel 1974, l’attentato più devastante è quello di piazza della Loggia a Brescia. In questo contesto tragico si inseriscono anche la Mafia e la Camorra, ma anche la sinistra estrema sta uscendo allo scoperto: nel 1970 a Milano comincia la storia delle famigerate Brigate Rosse, riconoscibili dalla stella a cinque punte. Le BR prendono spunto dai Tupamaros (un’ organizzazione di guerriglia urbana marxista-leninista di ispirazione comunista, attiva in Uruguay tra gli Anni ’60-’70) perché pensano che il governo non possa essere cambiato, ma debba essere abbattuto; rapiscono personaggi famosi e non e li fotografano accompagnando le loro immagini a slogan, in modo da fare proseliti. In questi anni difficilissimi ci sono però anche riscontri positivi come la nascita dei decreti delegati per la scuola, delle radio libere, degli insegnanti di sostegno e del diritto di famiglia. E si arriva al 1977, all’ anno della celebre, drammatica e iconica foto dei due ragazzi ripresi di spalle che sparano in una via centrale di Milano. Uccideranno un giovane agente di polizia.
Dal 1977 in poi è un crescendo di stragi, di rapimenti, dolore e morte, anche se ci sono tre tappe importanti di crescita sociale: Tina Anselmi, prima donna ministro italiana, darà adito al Servizio Sanitario Nazionale; ci sarà il Compromesso storico e, grazie alla Legge Basaglia, nel 1978 verranno aboliti i manicomi. Invece, un avvenimento devasta la nostra nazione: il rapimento e l’ uccisione di Aldo Moro, nel 1978. Le BR rivendicano il gesto arrivando così, all’ apice della loro efferatezza. Nel 1980 altri due avvenimenti scuotono la nostra società: l’assassinio di Walter Tobagi, giornalista del Corriere della Sera e papà di Benedetta, per mano delle BR; e la strage di Bologna del 2 agosto per mano del gruppo neofascista dei NAR. Si susseguono altri omicidi come quello del dottor Marangoni al Policlinico di Milano; quello di Guido Rossa e, da ultimo, quello del Generale Dalla Chiesa nel 1982. Il terrorismo finisce nel 1982, paradossalmente, quando l’ Italia diventa Campione del mondo nel calcio. Mario Calabresi e Benedetta Tobagi in questo spettacolo, hanno fatto una chiara e lucida analisi degli anni ’70, raccogliendo diverso materiale e riuscendo così, forse, a liberarsi di un periodo per loro pesante e doloroso da ricordare.
Anna Violante
